Libri di Jan Sawicki

Bibliografia di Jan Sawicki: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Diritto

Prossime uscite della collana Diritto

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9788833797861 Psicologo giuridico e forense. Ambiti, interventi, prassi di una professione
  • 9788833797380 Questione ambiente. Itinerari giuridici per l'impresa. Vol. 1
  • 9788833796710 Il traffico di armi. Normative, fenomenologiee protocolli nel quadrogiuridico transnazionale
  • 9788833795034 I contratti di intermediazione
  • 9788833794884 La blockchain. Smart contract Cripto-attività Applicazioni pratiche
  • 9788833794631 I reati nella gestione dei rifiuti e della bonifica dei siti inquinati
  • 9788833794600 Fiscalità dell'economia digitale
  • 9788820447625 Introduzione al diritto scolastico
LIBRO   9788835107552

L'erosione «democratica» del costituzionalismo liberale. Esperienze contrastanti dall'Europa centro-orientale Sawicki Jan   -  Franco Angeli, 2020  -  Diritto

A distanza di tre decenni dalla caduta del Muro di Berlino, è opportuno fare un bilancio sulla transizione alla democrazia negli ordinamenti già socialisti dell'Europa centro-orientale (compresi quelli appartenenti all'area ex-iugoslava). Si tratta di un gruppo di Paesi tanto vasto quanto estremamente eterogeneo, che seguita ad essere accomunato per l'ancora recente passato socialista, ma di cui si trascurano le profonde differenze in merito sia al passato remoto sia alle modalità della stessa transizione. L'esame delle rispettive forme di governo, sia per quanto attiene alle prescrizioni formali sia con lo sguardo rivolto ad alcuni aspetti della loro attuazione anche nella prassi, mette in evidenza diversità che non erano prevedibili nelle tappe iniziali della transizione. Nell'ultimo decennio, ha richiamato l'attenzione lo sviluppo imprevisto di due Paesi, la Polonia e l'Ungheria, in quello che pare un regresso rispetto ad alcune iniziali acquisizioni democratiche. La sorpresa è maggiore se si considera che si tratta di due Paesi sono stati all'avanguardia del processo di democratizzazione fin dal 1989: forse gli ultimi dai quali ci si sarebbe attesi una nuova svolta, espressione di un disegno sistematico, nel senso di una "democrazia illiberale". A dieci anni dall'avvio dell'involuzione ungherese, e a cinque da quella polacca, i due Stati rischiano di non esser più solo un problema per l'Unione europea, ma di poter formare paradigma di un sistema nuovo, un ibrido tra democrazia e regime illiberale, non totalitario e forse neanche compiutamente autoritario, ma con molti tratti riconoscibili sotto questo aspetto.

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LIBRO   9788891770325

Democrazie illiberali? L'Europa centro-orientale tra continuità apparente della forma di governo e mutazione possibile della forma di Stato Sawicki Jan   -  Franco Angeli, 2018  -  Diritto

A distanza di quasi tre decenni dalla "caduta del Muro di Berlino", è opportuno fare un bilancio sui frutti della transizione alla democrazia, e dei relativi processi costituenti formali e sostanziali, negli ordinamenti già socialisti dell'Europa centro-orientale (compresi quelli appartenenti all'area ex-iugoslava). Si tratta di un gruppo di paesi tanto vasto quanto estremamente eterogeneo, che seguita ad essere accomunato per l'ancora recente passato socialista, ma di cui si trascurano le profonde differenze in merito sia al passato remoto sia alle modalità della stessa transizione. L'esame delle rispettive forme di governo, sia per quanto attiene alle prescrizioni formali sia con lo sguardo rivolto ad alcuni aspetti della loro attuazione anche nella prassi, mette in evidenza diversità che non erano prevedibili nelle tappe iniziali della transizione. In particolare, colpisce e merita attenzione lo sviluppo più recente della situazione in almeno due paesi, la Polonia e l'Ungheria, che sembra per qualche aspetto segnare un regresso rispetto ad alcune iniziali acquisizioni. La sorpresa è ancora più forte se si considera che si tratta di paesi che furono all'avanguardia del processo di democratizzazione nell'intera area fin dal 1989, forse gli ultimi dai quali ci si sarebbe attesi una svolta, frutto di un disegno sistematico, nel senso di una "democrazia illiberale". L'impressione, da sottoporre a verifica, è peraltro quella di una svolta singolare e originale. Si possono rinvenire sintomi, non si sa quanto irreversibili, di mutamenti che arrivano a lambire la forma di stato,

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