Libri di Massimo Sgorbani
Bibliografia di Massimo Sgorbani: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana I Testi
Fuck me(n) Sgorbani Massimo Spinato Giampaolo Traverso Roberto - Cue Press, 2015 - I Testi
"Il mito della forza fisica, tramandato di padre in figlio, nasconde la fragilità del maschio forzuto e la sua incapacità di rapportarsi con il mondo femminile" (Massimo Sgorbani). "Più che col sesso, è con i funerei miraggi del potere che ha a che fare questo ossessivo eiaculatore dell'Io premiato dal senato accademico" (Giampaolo Spinato). "Un uomo, un padre, cerca di espiare la colpa della morte del figlio. In fondo non si sente colpevole e non è neppure pazzo. Potrebbe accadere a chiunque di noi. Ma allora, è tutto normale?" (Roberto Traverso). Un trio di incisivi autori per un viscerale trittico drammatico su inconfessabili sommovimenti dell'universo maschile. Fragilità violente, debolezze abissali, verità nascoste o che non si vogliono vedere. Tutto questo in tre monologhi in cui ci si misura con l'esperienza del limite. Prefazione di Ira Rubini.
Teatro Sgorbani Massimo - Ubulibri, 2008 - I Testi
L'inumana civiltà contemporanea dei consumi e delle immagini fa da sfondo ai testi di questa raccolta, scritti secondo una ricerca ritmica intesa a dare struttura e corpo all'impetuosità verbale e all'estrema visceralità dei contenuti espressi attraverso temi e linguaggi che passano dal sacro al profano, da desideri di purezza alle pulsioni più sfrenate. In Angelo della gravità, un obeso condannato a morte per l'assassinio di una ragazza ripercorre la sua vita di cicciobombo schiavo adorante del cibo e di una religione in cui Gesù e il consumo si confondono; la protagonista di "Tutto scorre", custode di bagni pubblici, rivive gli episodi di un'esistenza segnata dagli abbandoni, tra abusi maschili e anche paterni, nell'incapacità di esprimersi se non attraverso la propria incontinenza corporea; una madre teledipendente e un figlio che passa la vita sognando masturbazioni proibite svolgono i loro monologhi paralleli nelle "Cose sottili nell'aria", tra immagini simbolo dell'invadenza mediatica; in "Causa di beatificazione" è invece la possibile maternità di tre donne in tempi e luoghi lontani a far da contraltare ai differenti contesti di assurda violenza in cui risuonano i loro canti di dolore ed estasi; e finalmente la vedova di "Nell'ardore della nostra camera" declina tutto il proprio livore nei confronti del marito morto in una torrenziale e spudorata confessione davanti alla sua bara, fino a una sorprendente verità finale tratta dalle "Cronache del Viagra".