Libri di Siciliani
Bibliografia di Siciliani: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Karme
Spaccati di società. Riflessioni su aspetti e percorsi sociali ed etici Siciliani Francesco - Kimerik, 2024 - Karme
È un percorso complesso ma su sentieri ben definiti quello che Francesco Siciliani offre ai suoi lettori in questa raccolta poetica. Una lirica, la sua, non arroccata in una torre d'avorio ma decantata con i piedi ancorati a terra, che ci permette di guardare alla società e alla contemporaneità con un occhio critico guidato dalla sapienza dello scrittore. Una visione disillusa, a volte, nostalgica ma sempre piena della determinazione di chi non si stanca di sperare in un mondo migliore, di trovare una soluzione al nero che troppo spesso ci circonda, ormai eccessivamente assuefatti a guerre, povertà, realtà virtuali impoverite di quei valori un tempo fondanti rapporti sinceri e duraturi. Non tralascia nulla il nostro autore, e le sue parole si fanno monito ma anche faro che traccia la via, che aiuta a non perdersi nel marasma di una quotidianità intrisa ormai da innumerevoli stimoli e poca attenzione a ciò che realmente conta.
'Na palòra 'u jurnu Siciliani Francesco - Kimerik, 2026 - Karme
C'è un'audacia quasi rivoluzionaria nel gesto che compie Francesco Siciliani con questa sua seconda raccolta in vernacolo calabro-crucolese. In un'epoca dominata dal rumore dei social network, dove i messaggi consumano la propria esistenza nello spazio di un clic e le parole vengono dissipate a migliaia senza lasciare traccia, il titolo scelto dall'autore suona come un manifesto programmatico e un atto di resistenza: 'Na palòra 'u jurnu - una parola al giorno. Siciliani sceglie deliberatamente di fermarsi. Compie un cammino inverso rispetto alla frenesia della modernità: isola un vocabolo, ne ascolta il suono antico, ne saggia il peso storico e affettivo, lo fa abitare dal verso e infine lo consegna alla pagina affinché non cada nell'oblio. L'operazione culturale di Siciliani risiede nel restituire al termine "volgare" la sua dignità più pura: la lingua del vulgus, del popolo, una lingua prossima alla vita che non si impara sui libri ma si respira nell'aria. Quando la poesia traduce questa lingua, non la imbelletta, ma ne rivela la straordinaria precisione antropologica. Con la sicurezza e l'amore di chi maneggia la lingua dei padri per consegnarla al futuro, l'autore ci fa un dono prezioso. Ci ricorda che fino a quando ci sarà qualcuno capace di fermarsi a onorare 'na palòra 'u jurnu, la voce antica della Calabria rimarrà immortale, fiera e profondamente viva.