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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Binah
Prossime uscite della collana Binah
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788864969657 La stella del mattino. Archetipo di luce e di trasforma
- 9788864969473 Dio
- 9788864969046 La biopsicologia dei maghi primitivi della Caldea
Opus chemicum Trevisan Bernardo Cascio M. (Cur.) - Tipheret, 2017 - Binah
C'è qualcosa di folle che attraversa la storia dell'uomo, l'idea che ci sia qualcosa dietro la storia, che possiamo dare un nome alle cose ma che c'è qualcosa dietro le cose, che continuerà a sfuggirci. Si dice che esista una "pietra" che ha il potere di mettere tutto in discussione, e l'errore degli alchimisti è stato proprio quello di cercarla. Perché il paradosso è che più la si cerca più si allontana l'oggetto della ricerca. Una rivoluzione che parte dal linguaggio, perché anche il linguaggio presuppone ci sia un soggetto e un oggetto, un "homo faber", un "artigiano", e una "cosa" da fare. L'"Opus chemicum" ci dice e dà un metodo, ma è quello che potremo davvero fare nostro dopo aver capito che ricercatore, ricerca e cosa ricercata sono la stessa cosa. Postfazione di Gabriele La Porta ed Egidio Senatore.
La magia ai tropici Thimmy René - Tipheret, 2026 - Binah
Pubblicato nel 1931 con lo pseudonimo di René Thimmy, "Magie aux colonies" è uno dei testi più singolari di Léon Sasportas, autore enigmatico e cosmopolita, capace di intrecciare osservazione etnografica, memoria coloniale e suggestioni esoteriche. Il libro conduce il lettore tra Africa e Caraibi, in un mosaico di pratiche magiche, credenze popolari e rituali sincretici, restituendo l'immagine di un mondo dove l'incontro tra culture genera tensioni, paure e fascinazioni. Con uno stile diretto, a tratti quasi giornalistico, Thimmy indaga fenomeni di stregoneria, incantesimi, culti segreti e superstizioni, mostrando come l'elemento magico non sia un residuo arcaico, ma una presenza viva, radicata nell'esperienza quotidiana delle comunità coloniali. L'opera, a metà strada tra reportage e saggio, si colloca nel filone di quella letteratura "esotica" che negli anni trenta cercava di decifrare l'alterità, ma lo fa con una sensibilità particolare: non solo curiosità o intrattenimento, bensì volontà di comprendere i meccanismi simbolici che regolano l'invisibile. Riletto oggi, "Magie aux colonies" è un documento prezioso, non privo di contraddizioni, che testimonia le ambivalenze dell'immaginario coloniale e il suo dialogo con l'occultismo europeo.