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La cura. Il libro come salvezza dalla solitudine e dalla paura Testi Marco Cantelmi T. (Cur.) - Fuorilinea, 2021 - Segnavento
La lettura può contribuire alla cura dell'anima. Marco Testi, critico letterario e comparativista, oltre che docente, ci conduce in un percorso in cui i libri rappresentano i fiori, i colori, l'acqua, l'incontro: percorso in cui talvolta è il deserto che deve essere affrontato, come in questo periodo in cui sono negati gli abbracci e la solitudine rischia di colpire persone in stato di debolezza, malattia, carenze affettive e solitudine. Alcuni libri più di altri ci posso aiutare a superare questo difficile periodo, a saperli leggere in un certo modo. Per esempio a metterli materialmente nella nostra libreria raggruppandoli per motivi, e non per generi, prima di leggerli. È così che Testi ci presenta diversi tipi di cura attraverso il libro. Gli autori citati sono solo alcuni tra quelli presenti in questo volume. la cura dell'amore, in cui emergono, tra i tanti, autori come Bassani e persino Giovanni Paolo II, con il suo La bottega dell'orefice. La cura nel raccontare, per se stessi e per gli altri, come spiega in un suo libro Franco Rella, o come suggerisce lo psicoanalista Erich Fromm. Vi è poi una cura nella lenta riscoperta di se stessi, e ci qui aiutano Elsa Morante o Walt Whitman o Tiziano Terzani. come ignorare le possibilità terapeutiche della poesia, quando è davvero poesia, quella per sempre, se si leggono ad esempio la Achmatova, o Cristina Campo, perfino un Leopardi riscoperto nel suo sorprendente aspetto religioso, senza dimenticarci del punto fermo Eliot. E poi c'è la terapia della riscoperta della bellezza nel cammino quotidiano, come accade a Joyce, o al Jack London che si interessa non più di eroi avventurosi ma del proletariato di Londra. Per non dimenticarci delle epifanie urbane di Borges. Ma molti stati salvati da una parola, da un brano contenuti in una canzone, quando questa canzone è tutt'uno con la poesia, come nel caso di Fabrizio De Andrè o Bob Dylan; e, se ne facciamo tesoro, anche la Storia con la maiuscola può esserci d'aiuto, se essa è attraversata da pensatori-scrittori che hanno coraggiosamente abbandonato mode e ismi per costruire speranze nuove: Rousseau è uno di questi, come anche la straordinaria scelta di Etty Hillesum di condividere con i suoi il destino di morte mentre avrebbe potuto salvarsi. E il mito può aiutarci? Sì, se lo si legge con la giusta angolatura, e allora ecco che qui possono aiutarci grandi studiosi come Paul Ricoeur o Carl Gustav Jung, oltre che lo straordinario Pavese de La luna e i falò. E ovviamente la cura per eccellenza, quella della speranza, se lasciamo parlare al nostro cuore Herman Hesse o Mario Pomilio, o un neurologo che può raccontare, avendo vissuto un'esperienza eccezionale, di realtà dell'anima. Per non parlare degli abissi di Dostoevskij o degli "eroi" così simili a noi di Chesterton.
Lacrime e destino a Luckenwalde Tonani Eliseo Ravara Simone - Fuorilinea, 2017 - Segnavento
Questo libro narra le vicende di guerra del contadino nonché artigliere cremonese Eliseo Tonani, classe 1924. Un nuovo capitolo che si aggiunge alle ricerche sugli I.M.I. Internati Militari Italiani - quei soldati che, dopo l'armistizio dell'8 settembre '43, preferirono la prigionia o la morte, piuttosto che porsi al servizio dei nazisti. Eppure su quei tanti soldati italiani calò un velo di oblio al quale, però, essi stessi contribuirono, alimentando, con il loro silenzio, la dimenticanza collettiva. Molteplici furono i motivi perché i soldati di questo "esercito di ombre" preferirono tacere: "per non rinnovare il dolore di vicende sofferte, per il rimpianto degli amici che non erano riusciti a sopravvivere, per il rammarico di una guerra perduta". Eliseo dopo moltissimi anni ha voluto raccontare la sua storia come se - con la vecchiaia che rende saggi e distaccati - anche lui avvertisse la necessità di liberarsi di un peso, di far conoscere una parte della propria vita finora tenuta nascosta. "Mi chiamo Eliseo Tonani [...] il 30 maggio del 1943 fui arruolato. Ero un ragazzetto inesperto, mai andato fuori dal paese...". Prefazione di Giovanni Scotti.