Libri di Hobbes Thomas
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- 9791255213529 Hitler, biografia di un dittatore
- 9791255212898 La rivoluzione tradita
- 9791255212874 La voce del duce. L'agenzia Stefani: l'arma segreta di Mussolini
- 9791255211211 L'invenzione dei sessi
- 9791255210580 Federico II, monarca globale, uomo...
- 9791255210436 1873. I Rotschild
- 9791223284612 L'aurora di rune
- 9791223284131 Radar
- 9791223279984 Shila/Ginevra. Una storia nella storia
- 9791223277867 Una nave nel buio
De cive. Elementi filosofici sul cittadino Hobbes Thomas Magri T. (Cur.) - Editori Riuniti, 2019 - Biblioteca
"De Cive" (1642) è considerata, fra le opere politiche di Hobbes, la più organica e omogenea. Essa rappresenta anche l'espressione più chiara del suo pensiero: nelle tre parti che la compongono (Libertà, Potere, Religione) vengono infatti trattati con insostituibile rigore sistematico i temi centrali della politica moderna, dall'origine e struttura dello Stato ai suoi rapporti con la Chiesa.
Leviatano Hobbes Thomas Magri T. (Cur.) - Editori Riuniti, 2020 - Biblioteca
Il "Leviatano" è una delle prime opere teoriche in cui i problemi della società borghese e dello Stato sovrano vengono affrontati secondo i principi del pensiero filosofico moderno. Nella storia delle dottrine politiche esso costituisce la conclusione delle ricerche condotte su tali problemi sin dal Quattrocento e la premessa dei successivi svolgimenti in direzione delle teorie dello Stato rappresentativo e delle teorie democratiche. Culmine del progetto hobbesiano di organizzazione della filosofia politica secondo il modello delle scienze fisiche e matematiche, il "Leviatano" è l'opera fondamentale per comprendere il ruolo dell'assolutismo nella storia politico-sociale d'Europa, il suo rapporto con la società borghese e con l'individualismo. [...] La ricchezza del popolo richiede inoltre che colui o coloro che detengono il potere sovrano amministrino la giustizia, nei confronti di tutti gli ordini del popolo, secondo eguaglianza; cioè che tanto i ricchi e potenti, quanto i poveri e oscuri, possano vedere riparati i torti subiti; così che i grandi, quando commettono violenze, o disonorano o fanno in generale torto ai più umili, non abbiano maggiori speranze di impunità, di quante ne hanno questi ultimi, quando commettono gli stessi atti nei confronti dei primi. In ciò infatti consiste l'equità; e, trattandosi di un precetto della legge di natura, il sovrano è soggetto ad essa quanto l'ultimo dei suoi sudditi. Tutte le infrazioni alla legge sono offe contro lo Stato; ma ve ne sono alcune che sono anche offese contro privati. Quelle che riguardano solo lo Stato possono venir rimesse, senza che ci si discosti dall'equità, perché ognuno può, a propria discrezione, rimettere i torti subiti. Ma un'offesa contro privati non può essere rimessa, secondo equità, senza il consenso di chi ha subito il torto, o senza una ragionevole riparazione. [...]