Libri di Lev Tolstoj
Bibliografia di Lev Tolstoj: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Supercoralli
Prossime uscite di Lev Tolstoj
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791257500405 Racconti e memorie
- 9791257500092 La felicità domestica
- 9788884214393 Memorie di un pazzo
- 9788878773738 Servo e padrone
- 9788831365123 Storia della giornata di ieri e altri scritti
Anna Karenina Tolstoj Lev - Einaudi, 2016 - Supercoralli
Dopo l'imponente affresco storico di "Guerra e pace" - "libro sul passato", per definizione dello stesso autore - Lev Tolstoj si dedica finalmente alla Russia a lui coeva e a un "romanzo di vita contemporanea". Anna Karenina, appunto. Dodici sono le redazioni attraverso le quali lo scrittore trasforma la sfrontata, eccessiva Tat'jana (che muore affogata, ma con un'annotazione a margine: treno?) nella sensuale ma ancora rozza Nanà e - finalmente, dalla quarta variante - in Anna Arkad'evna Karenina, cesellandone via via quella disperata profondità emotiva che fece scrivere a Sergej Dovlatov: "La peggiore sciagura della mia vita? La morte di Anna Karenina". Il successo di pubblico fu subito straordinario. I lettori attesero con trepidazione le sette parti che la rivista "Russkij vestnik" ("Il messaggero russo") pubblicò dal 1875 al 1877 (l'ottava, politicamente sdrucciola, Tolstoj dovette farla uscire a proprie spese), così come l'agognato volume nel 1878. Accolto dalla critica come un "romanzo frivolo dell'alta società" e annunciato nel 1885 in traduzione italiana dalla "Gazzetta di Torino" con la certezza che avrebbe suscitato "profonda, incancellabile impressione sull'animo dei lettori e specialmente su quello delle lettrici", nel corso dei decenni la scelta di Anna Karenina, la sua sfida al beau monde e il suo drammatico suicidio preparato dalla meschinità, dal decoro, dall'ordito di convenzioni ben inamidate, sono stati oggetto di interpretazioni di ogni sorta.
Guerra e pace Tolstoj Lev - Einaudi, 2018 - Supercoralli
L'idea di "Guerra e pace" nasce da lontano, quando un Tolstoj ventottenne reduce dalla guerra di Crimea progetta un romanzo sui decabristi, gli aristocratici protagonisti della rivolta del dicembre 1825 che proprio in quell'anno 1856 ritornano, graziati, dalla deportazione. Sennonché Tolstoj si ritrova a cercare sempre più indietro nel tempo la chiave per interpretare il presente, l'idea originaria viene abbandonata, e a partire dal 1863 prende forma l'ambiziosissimo progetto di un'opera corale che abbracci le guerre napoleoniche dal 1805 alla grande epopea del 1812, con l'invasione francese e l'incendio di Mosca, per spingersi con l'epilogo fino al 1820. In sette anni di lavoro intensissimo Tolstoj si documenta, legge monografie storiche, memorie, diari, scava nelle tradizioni famigliari, rielabora la sua esperienza di militare, scrive e riscrive schemi, appunti, varianti: migliaia di pagine. Il risultato è un'opera che ancora oggi stupisce per l'ampiezza e la profondità dello sguardo e in cui si fondono azione romanzesca, materiale storico e discorso filosofico, «non un romanzo, ancor meno un poema epico, ancor meno una cronaca storica», secondo Tolstoj stesso. A un secolo e mezzo dalla sua pubblicazione, "Guerra e pace" è ancora uno dei libri più amati della letteratura occidentale: forse perché con la ricchezza del suo intreccio soddisfa la nostra sete di storie, o perché ci propone personaggi talmente vivi e attendibili che tendiamo a pensarli come uomini e donne reali. O perché qui Tolstoj porta a perfezione il suo famoso metodo artistico che ci fa vedere come nuovi oggetti e situazioni, e riesce a realizzare quello che in una lettera definisce, senza mezzi termini, come «il fine dell'artista»: «fare amare la vita in tutte le sue infinite, inesauribili manifestazioni ». Nientemeno. O perché ci affascina con la sua ostinata ricerca della verità, applicata sia all'analisi psicologica sia alla descrizione dei comportamenti sociali, sia all'indagine di quell'«infinito labirinto di nessi» che è per lui il tessuto della storia. Una ricerca che spesso si avvale anche dell'umorismo, e che non teme le contraddizioni. Così in "Guerra e pace" la potente denuncia degli orrori e dell'insensatezza della guerra non esclude la descrizione della bellezza di un campo di battaglia o dell'ebbrezza di una carica di cavalleria, e nel resoconto di una battuta di caccia c'è posto per la felicità di chi avvista il lupo e per i «pensieri» dell'animale braccato.