Libri di Torchiani
Bibliografia di Torchiani: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Saggi Storia E Scienze Sociali
Prossime uscite della collana Saggi Storia E Scienze Sociali
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788855228909 Barinapoli. Un nuovo asse di sviluppo per l'economia...
Utopisti e riformatori italiani Cantimori Delio Biasiori L. (Cur.) Torchiani F. (Cur.) - Donzelli, 2021 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Delio Cantimori (1904-1966) è noto soprattutto come lo storico degli eretici e degli esuli nell'Europa del Cinquecento, ai quali dedicò un libro fondamentale, Eretici italiani del Cinquecento, pubblicato nel 1939 e divenuto un classico della storiografia. Ma Cantimori scrisse pochi anni dopo, in piena guerra, un altro libro, meno noto e tuttavia destinato ad avere una duratura influenza sotterranea negli studi di storia: Utopisti e riformatori italiani, 1794-1847. Ricerche storiche. Era il 1943, un tornante drammatico per la storia d'Italia e per la stessa biografia dello storico, in gioventù mazziniano, poi fascista acceso, a quelle date già approdato al comunismo. Convinto che le idee camminano sulle gambe degli uomini, Cantimori sviluppava in quel libro le implicazioni politiche delle dottrine di tolleranza e spirito critico che aveva già ricostruito per il Cinquecento europeo, allargandone la ricezione al periodo immediatamente successivo all'Illuminismo: dalla Rivoluzione francese al 1848. Prefazione di Adriano Prosperi.
L'oltretevere da oltreoceano. L'esilio americano di Giorgio La Piana Torchiani Francesco - Donzelli, 2015 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Nell'estate del 1943 esce negli Stati Uniti un libro sull'Italia scritto da due professori di Harvard. "What to Do with Italy", questo il suo titolo, vuole spiegare perché la dittatura fascista ha potuto prosperare, chiarire il ruolo della Chiesa di Roma nelle fortune del regime e offrire soluzioni per il difficile futuro. A firmarlo sono due italiani naturalizzati americani: Gaetano Salvemini, grande storico e antifascista in esilio dal 1925, e Giorgio La Piana, che ad Harvard insegna da decenni Storia della Chiesa. Anche La Piana è un esule: siciliano, sacerdote sospettato di modernismo e intimo amico di don Ernesto Buonaiuti, emigra negli Stati Uniti nel 1913, abbandona l'abito talare e si dedica allo studio della storia della Chiesa tenendo sempre uno sguardo attento alla contemporaneità. Da oltreoceano, lo storico è testimone e al contempo critico osservatore della compromissione della Santa Sede col fascismo, dell'odissea di Buonaiuti colpito dalla scomunica, dei Patti lateranensi, dell'atteggiamento di Pio XI e del successore verso Mussolini e il suo regime. È su questo terreno che avviene l'incontro con Salvemini, impegnato nel suo esilio americano in una parallela riflessione sulla società italiana del ventennio. Presentazione di Paolo Marzotto.
Non si sfugge all'esperienza. Mario Spinella intellettuale e politico Bignamini M. (Cur.) Torchiani F. (Cur.) - Donzelli, 2026 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Nel 1974 usciva per Mondadori uno dei libri più belli, e meno ricordati, sulla Resistenza in Italia. L'autore era Mario Spinella (1918-1994), che nel 1943, dopo essere sopravvissuto alla tragica ritirata italiana dal Don, era entrato nelle file della Resistenza, era stato catturato dai nazifascisti e aveva partecipato alla liberazione di Firenze. Sul crinale tra autobiografia, saggio e romanzo, Memoria della Resistenza raccontava in modo intimo, senza agiografia o concessioni neorealiste, una delle pagine più drammatiche del Novecento italiano; lo stesso avrebbe fatto, qualche anno dopo, in Lettera da Kupjansk (1987), incentrata sulla campagna di Russia. Spinella metteva a nudo il suo vissuto, ma tracciava anche l'esame di coscienza di una generazione, la sua, formatasi nelle scuole dell'Italia fascista e approdata a scelte radicalmente opposte attraverso l'impegno nello studio e il trauma della guerra. Eppure, Spinella non fu solo un memorialista, ma molto altro: un allievo della Normale diretta da Giovanni Gentile, un funzionario del Pci impegnato nella direzione delle scuole di formazione del partito, la firma di periodici culturali come «Società», «alfabeta» e «Il piccolo Hans», l'autore di romanzi sperimentali e lo studioso di Gramsci innamorato di Proust e Guicciardini. Scomparso nel 1994, Spinella sembra essersi inabissato con il suo secolo e con il partito in cui si era riconosciuto per tutta la vita. L'approdo del suo vasto archivio al Centro Manoscritti dell'Università di Pavia è parsa allora l'occasione propizia per riscoprirne la biografia e l'opera e, assieme, per provare a riflettere su un modo di intendere il lavoro intellettuale lontanissimo e attuale.