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- 9788855451550 Credo. Commento al Simbolo degli apostoli
Gli angeli nella città Vitale Marco - Esd-Edizioni Studio Domenicano, 2009 - Le Frecce
"Da molti anni ormai mi sono convinto che gli angeli esistono. Questa convinzione non viene da un'impostazione teologica, ma si è andata formando in me lentamente, dal basso, per così dire, osservando la vita e gli esseri umani. Ignoravo che sugli angeli esistesse una letteratura sterminata, religiosa e filosofica, anche contemporanea. Sono rimasto colpito quando ho visto che "The Economist" del 20 dicembre 2008 pubblica un articolo di ben tre fitte pagine intitolato: "Angels", con sottotitolo: "Angels are notable for their trespassing into the modern world." (...) La riflessione sull'esistenza degli angeli nasce dalla mera osservazione di quante persone cattive, corrotte, amorali, distruttrici, incapaci e idiote mi capita di incontrare ogni giorno, e dalla connessa, spontanea domanda: ma come è possibile che nonostante tanto male, il mondo vada avanti e, talora, anche abbastanza bene? C'era però ancora un punto importante che dovevo sistemare. Per la tradizione cristiana, ebraica e musulmana, gli angeli sono creature invisibili, immortali, di natura spirituale e non corporale. Invece gli angeli che io vedevo erano uomini e donne in carne e ossa, concrete, ordinarie, anche se in essi si notava qualcos'altro di non visibile. La conferma alle mie idee l'ho poi trovata. Dunque la via è aperta." Marco Vitale
Il mondo denso. La società è liquida, ma il mondo è denso. E lo sarà ancora di più. Reggerà? Reggeremo? Volpi Roberto - Lindau, 2018 - Le Frecce
Cinque miliardi di abitanti in più tra il 1950 e oggi, all'incredibile media di un miliardo ogni 12-13 anni: è questo il risultato di un popolamento della Terra che nessuno, forse, si aspettava di tale intensità. Inoltre, la vita media dell'uomo non è mai stata tanto lunga, quasi 72 anni. Eppure, quando si ragiona sui grandi temi del destino dell'umanità, della società e dell'ambiente, non si prende quasi mai in considerazione questa variabile che, fra tutte, è forse la più decisiva. Come vive e che cosa può aspettarsi l'uomo moderno in un mondo tanto denso? È la grande domanda che si pone questo saggio, analizzando le attuali dinamiche demografiche delle diverse aree del pianeta e considerando le loro ricadute in termini socioeconomici e antropologici. Il quadro che emerge è quello di una popolazione sempre più urbanizzata e sempre più in movimento, in cui la densità eccessiva di certe aree - con al centro le cosiddette megacities - è causa di gravissime tensioni sociali e culturali. La sopravvivenza, però, è ancora possibile, a patto che vengano affrontate le sfide che, in termini di competizione economica ma anche di solidarietà internazionale, stanno rimettendo in discussione la convivenza civile sulla Terra.
La sparizione dei bambini down. Un sottile sentimento eugenetico percorre l'Europa Volpi Roberto - Lindau, 2016 - Le Frecce
Per i nati con Trisomia 21, la sindrome di Down, questo è il momento migliore. In Occidente la loro speranza di vita sfiora i sessant'anni, un traguardo ritenuto impossibile fino a pochi decenni fa, e soprattutto le loro condizioni di vita hanno subito un radicale cambiamento: sono praticamente autonomi in tutto e mostrano una grande voglia di fare, di esprimersi, di realizzarsi, che trova sbocchi sempre più significativi e apprezzabili. Vi è un crescente numero di down che lavorano, non soltanto in ambiti protetti, mentre si restringe fino alla marginalità la quota di quelli costretti a vivere tra le mura domestiche. Nel 2016 si terranno a Firenze i primi Trisomia Games, i giochi internazionali di atletica a cui parteciperanno giovani affetti da Trisomia 21 provenienti da ogni parte del mondo. Eppure proprio Firenze e la Toscana rappresentano una delle punte più avanzate della sparizione dei down attraverso il combinato disposto della diagnosi prenatale e dell'interruzione volontaria di gravidanza in presenza di feti affetti da questo difetto genetico. È la formidabile contraddizione che attraversa oggi non già il mondo dei down ma la nostra cultura e i nostri valori alle prese con questo mondo: per un verso offriamo loro prospettive sempre migliori, e per un altro cerchiamo di evitare in tutti i modi che vengano al mondo. E infatti si stanno estinguendo in tutta Europa, nel silenzio generale, se non proprio nella soddisfazione sottilmente eugenetica per un tale risultato.