Libri di Virgil
Bibliografia di Virgil: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Oscar Classici
Prossime uscite della collana Oscar Classici
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788804821717 Cime tempestose
- 9788804819486 Maschere nude. Vol. 4: Tutto per bene-Come prima, meglio di prima-Sei personaggi in cerca d'autore
Eneide. Testo latino a fronte Virgilio Marone Publio Paratore E. (Cur.) - Mondadori, 2017 - Oscar Classici
Virgilio scrisse il suo capolavoro, l'Eneide, tra il 29 e il 19 a.C. per rendere poetico omaggio all'imperatore Augusto e soprattutto alla sua città, Roma, magnifica e florida nell'era dellapax augustea, ma nata dalle ceneri della guerra di Troia. Una grandezza costruita quindi con il ferro, il fuoco, il sangue, le lacrime di nostalgia, dolore, rabbia e amore di un esule. Magnifico racconto pieno di avventure e di intense emozioni, il poema virgiliano è la matrice di tutta la moderna letteratura e insieme paradigma della forza e della debolezza del genere umano.
Georgiche. Testo latino a fronte Virgilio Marone Publio Barchiesi A. (Cur.) - Mondadori, 2019 - Oscar Classici
Il lavoro dei campi, l'arboricoltura, l'allevamento, l'apicoltura: sono questi i temi delle Georgiche virgiliane, composte all'incirca tra il 38 e il 30 a.C. Un poema che, sotto la perfezione formale, riflette le tensioni profonde di un'epoca insieme gloriosa e inquieta quale fu la prima età augustea. Di fronte al caos e alla violenza della vita cittadina, Virgilio propone un ideale diverso, testimoniato dal personaggio di Aristeo. Su questa scelta di vita il poeta costruisce il senso di una propria scelta artistica, profondamente debitrice all'epica di Esiodo, degli alessandrini e di Lucrezio, ma intrinsecamente nuova e potente, tanto che ancora oggi le Georgiche ci appaiono, tra le sue opere, forse la più affascinante e moderna.
Bucoliche. Testo latino a fronte Virgilio Marone Publio Cavalli M. (Cur.) - Mondadori, 2020 - Oscar Classici
Il drammatico periodo storico vissuto da Roma dopo la morte di Cesare spingeva alla ricerca di un otium idealizzato, dove il tumulto e il timore non potessero raggiungere la quiete dell'esistenza campestre, semplice, sobria, dedita alla bellezza e al canto: è il mondo cui Virgilio aspira nelle Bucoliche (42-39 a.C.). Il segno più nuovo e coinvolgente di questi versi è la costante presenza dell'io, che trasforma l'oggettività delle cose e le riplasma a esprimere una tensione tutta individuale. La nostalgia per il mondo perduto dell'infanzia, il riconoscimento della propria solitudine, il disincanto e la paura dell'amore sono tutti motivi che danno il senso di una ricerca di sé e di un'ansia di pacificazione senza traguardo, in un estenuante alternarsi di entusiasmo e disillusione.