Libri di Lippmann Walter

Bibliografia di Lippmann Walter: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Nuovo Millennio

Giornalista e saggista, nel 1917 Walter Lippmann ricoprì la carica di sottosegretario aggiunto Usa alla Guerra: un breve interludio, che pure rappresentò uno strategico punto di osservazione delle convulsioni comunicative di una società democratica, apparentemente inconsapevole della propria complessità. Pubblicato nel 1922, L’opinione pubblica conserva la sua carica euristica, la sua lucida provocatorietà e ricchezza descrittiva. L’assunto è limpido: come avviene quel complesso e solo apparentemente «normale» processo attraverso cui le nostre opinioni diventano Opinione pubblica, Volontà nazionale, Mente collettiva, Fine sociale? Come «l’opinione pubblica» costruisce i propri miti, i propri eroi, i propri nemici, strappandoli alla storia e catapultandoli in una leggenda paradossalmente effimera? Lippmann indaga e descrive i meccanismi attraverso cui le immagini «interne» elaborate nelle nostre teste ci condizionano nei rapporti con il mondo esterno, gli ostacoli che limitano le nostre capacità d’accesso ai fatti, le distorsioni provocate dalla necessità di comprimerle, «raccontando» un mondo complicato con un «piccolo vocabolario»; infine, la paura stessa dei fatti che potrebbero minacciare la vita consueta. A partire da questi limiti, l’analisi ricostruisce come i messaggi provenienti dall’esterno siano influenzati dagli scenari mentali di ciascuno, da preconcetti e pregiudizi. Il testo di Lippmann ci offre anche una lucida critica del sistema politico democratico che ambisce a governare società sempre più complesse.
LIBRO   9788849223293

Una prefazione alla morale Lippmann Walter  Buttà G. (Cur.)   -  Gangemi Editore, 2012  -  Nuovo Millennio

"La disistima in cui i moralisti oggi sono caduti è dovuta al loro fallimento nel capire che, in un epoca come l'attuale, la funzione del moralista non è di esortare gli uomini ad essere buoni ma di spiegare quale sia il bene... Gli acidi della modernità stanno dissolvendo gli usi e le sanzioni ai quali gli uomini erano abituati. Il moralista, pertanto, non può comandare. Egli può persuadere soltanto e, per persuadere, deve dimostrare che il bene è la vitalità vittoriosa e il male una vitalità sconfitta... Ilmoralista è irrilevante, se non intrigante e pericoloso, a meno che... non [dia] una rappresentazione realistica delle scelte che l'esperienza indicherebbe come desiderabili... egli deve aiutare a comprendere i problemi dell'aggiustamento alla realtà... come gli uomini debbano riformare i propri desideri... Se facesse ciò, egli non avrebbe bisogno di chiamare la polizia né di evocare la paura dell'inferno... In un'età in cui il costume è dissolto e l'autorità è in crisi, la religione dello spirito non è soltanto un modello di vita... il suo principio è quello di "civilizzare" le passioni rendendole armoniose e serene... Nel regno dello spirito... non vi sono ricompense future per i mali del presente. Il male deve essere superato ora e la felicità raggiunta ora, perché il regno di Dio è dentro di te".

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