Libri di Zap
Bibliografia di Zap: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Saggi
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- 9791281608733 La cucina delle case di piacere. Ricette necessarie per luoghi di peccato
- 9791281608078 Dialogo sulla cucina italiana
- 9791280540676 Benvenuti in un mondo di m**da
- 9791259973092 L'altro selvaggio. Una prospettiva onto-ecologia
- 9791259972958 La grammatica del non detto. Linguaggio, significato, comunicazione
- 9791259972224 Giosafat Barbaro. Un grande testimone del crepuscolo veneziano
- 9791259971821 Dorothy Day. Profezia dell'ecologia integrale
- 9791259971715 L'ultimo ad amare la vita. Giovanni Comisso e il viaggio
- 9791259970794 Scuola sotto inchiesta
- 9791259924001 Guerra in Appennino. 1943-1945: Lotta per la libertà
La fede nel comunismo. La tragica utopia di un uomo nuovo senza Dio Zappitello Gilberto - Itaca (Castel Bolognese), 2013 - Saggi
"Spiegatemi perché credere in Dio sarebbe ridicolo, mentre non lo sarebbe credere nell'umanità; credere nel regno dei cieli sarebbe stupido, mentre sarebbe intelligente credere nelle utopie terrene" (Aleksandr Herzen). Il comunismo fu una fede tesa a costruire un mondo più giusto, per assicurare la felicità a tutta l'umanità. Il secolo dei Lumi aveva affermato che l'uomo è buono per natura ed è la società che lo corrompe. Di qui la necessità di rimuovere tutto ciò che opprime l'uomo per realizzare il comunismo, "il momento reale dell'emancipazione e della riconquista dell'Uomo" (Marx). Messi alla prova, gli uomini continuarono ad essere imperfetti e inadeguati rispetto alle esigenze di perfezione della ragione e della dottrina. La fede nella capacità dell'uomo di realizzare "il paradiso in terra" si risolse storicamente in un vero e proprio inferno: invece del "sole dell'avvenire" "buio a mezzogiorno". La storia del comunismo invita a riflettere sull'uomo, sui meccanismi della violenza che spesso lo dominano e sul suo inestinguibile desiderio di compimento, che chiede una ragione liberata dalle secche del razionalismo, disposta ad aprirsi alla vastità del reale.
Un uomo onesto. Storia dell'imprenditore che morì per aver detto no alle tangenti Zapelli Monica - Sperling & Kupfer, 2012 - Saggi
In un Paese normale questa storia non sarebbe mai diventata un libro. In un Paese normale Ambrogio Mauri sarebbe stato soltanto un imprenditore di talento, di quelli che fanno il vanto (e il PIL) di una nazione. Ma non in Italia. La storia di Ambrogio Mauri comincia e finisce in Brianza. 'Laura, laura, laura' sono i tre comandamenti su cui si regge la vita da queste parti e Ambrogio Mauri li impara in fretta. Ha solo diciannove anni quando il padre muore. Gli lascia un'officina che ripara autobus, e molti debiti. Ambrogio salva l'azienda e la trasforma in una delle realtà italiane più avanzate nella produzione di mezzi pubblici di trasporto. Insieme con la ditta Mauri, cresce e cambia anche l'Italia. L'euforia del boom economico lascia il posto a un Paese incapace di superare le sue contraddizioni, sempre più prigioniero di un sistema di corruzione che trova il suo apice e simbolo nella Milano da bere degli anni Ottanta. Dove è normale pagare tangenti, dove l'onestà è ormai solo una vecchia moneta fuori corso. Mauri sceglie di non adeguarsi. Così facendo però lo spazio per la sua azienda si fa sempre più stretto. Anno, dopo anno diventa invisibile, regolarmente ignorata nelle gare d'appalto. Poi, il ciclone di Mani Pulite investe l'Italia del malaffare e per Ambrogio sembra la fine di un incubo. Ma il risveglio è brusco e il prezzo della disillusione altissimo: pochi anni più tardi nulla è cambiato. E Mauri rimane solo, come solo - in fondo - era sempre stato.
La modernità deviante Zapponi Niccolò - Il Mulino, 1993 - Saggi
Segnata al suo inizio dal trauma rivoluzionario, l'epoca moderna appare come il tempo di una infinita frantumazione intellettuale. Secondo l'autore la cifra della schizofrenia moderna è la coppia Jekill/Hide, la convivenza con i mostri, la tensione tra nichilismo e speranza. Eppure, in un tempo privo di certezze, proprio il confronto ossessivo con alcuni interrogativi radicali, inerenti al senso della realtà, ha impedito che questa realtà si disgregasse. Dunque i modi di pensare individuali e collettivi non risultano casuali, ma si iscrivono in una riflessione sul reale in cui possono essere decifrate tanto le reazioni più mostruosamente disperate, quanto i più strenui tentativi di ritrovare un principio di unità e di salvezza.