Libri di Paolo Zelati
Bibliografia di Paolo Zelati: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Piu
Prossime uscite della collana Piu
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788818042450 Le più belle storie di gatti
- 9788818042443 Le più belle storie di cani
Le più belle citazioni di tutti i tempi. Filosofia, stile di vita, storia, arte, letteratura, cinema, tv, sport, passatempi, umorismo Zelati Paolo - Liberamente, 2010 - Più
Leggendo questo libro il lettore scoprirà con gioia che spesso bastano poche e brevi frasi, espresse talora in forma di aforismi, a produrre pensieri originali e importanti, veri e propri lampi di genio creativo, rivelazioni schiette e senza fronzoli ossia, in definitiva, veri e propri capolavori della dialettica retorica più sofisticata. Non sempre, infatti, i grandi oratori si misurano dalla lunghezza dei loro discorsi, anzi; chi è dotato del dono della sintesi (arguzia, intelligenza e senso dell'umorismo sono altre qualità che non guastano) riesce a esprimere in una frase quello che altri non riuscirebbero a rendere così esplicito nemmeno in un'opera da 24 volumi. Ed è per questo che attraverso la lettura di questi estratti emerge il famoso "quadro generale": un'istantanea della nostra società e dei mutamenti sociali che sono avvenuti nel corso degli anni. Paure, vizi, virtù e stili di vita ci scorrono, così, davanti agli occhi in modo efficace e cristallino proprio come efficace e cristallina è sempre stata la cultura popolare, diffusa e tramandata essenzialmente attraverso proverbi e, appunto, citazioni di ogni tipo.
Gli Uomini più cattivi di tutti i tempi Zelati Paolo - Liberamente, 2010 - Più
"Non è necessario credere in una fonte sovrannaturale del male: gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità". Con questo aforisma, lo scrittore Joseph Conrad fotografa alla perfezione la realtà descritta in questo libro e, più in generale, fornisce una sintetica risposta a quanti (studiosi, antropologi e semplici "curiosi") si sono sempre interrogati sull'origine e sul significato della "malvagità". L'autrice tedesca Hanna Arendt, nel suo saggio "La banalità del male", asserisce che i folli crimini che portarono all'Olocausto nazista non furono generati da una precisa volontà di "fare del male" ma, bensì, da una sorta di esaltazione collettiva e dalla totale inconsapevolezza sul significato delle proprie azioni. Altri studiosi sono giunti ad una doppia conclusione: in alcuni casi è risultato lampante come il tipo di educazione, l'ambiente sociale e i traumi subiti nel corso dell'infanzia siano stati fattori essenziali nel condizionamento verso "il male"; in altri casi, invece, non è emerso nessun fattore esterno che potesse giustificare determinate azioni. In realtà, per tornare a Conrad, l'animo umano nasconde sempre, in modo intrinseco e imperscrutabile, un "lato oscuro": chiunque e in qualunque momento può diventare malvagio. E non importa quanto la fantasia di scrittori, registi, commediografi o sceneggiatori possa "volare alta" in quanto a cattiveria ed atrocità: la realtà rimarrà sempre imbattibile.
Le donne e gli uomini più belli di tutti i tempi Zelati Paolo - Liberamente, 2011 - Più
Cos'è la bellezza? Come si decide se un uomo, una donna, un quadro... sono "oggettivamente" belli? Chi ha posto e perché i canoni di un tale riconoscimento? Fin dall'antichità, pensatori e filosofi hanno cercato di rispondere a domande come queste riuscendo, però, solamente a dare delle risposte parziali o, comunque, legate ad una corrente di pensiero o al periodo storico in cui vivevano (per Platone ed Aristotele, per esempio, il "bello" equivaleva al "vero", mentre più tardi, nell'età moderna, si tendeva ad analizzare ciò che era visto come la "forma occidentale della bellezza", ovvero le opere d'arte). Persino la Grammatica non ci aiuta a svelare l'arcano, indicando la parola "bellezza" come una parola astratta e, quindi, per definizione, "non oggettiva". Le parole astratte, infatti, indicano qualcosa che non possiamo né vedere né toccare; filosoficamente parlando sono delle categorie assolute perché inconoscibili attraverso i sensi. Qualcosa che, però, riusciamo a distinguere e a selezionare in base alle emozioni positive che la vista di tale cosa o persona ci suscita. La nostra società, nel corso degli anni, ha sviluppato dei canoni di riferimento comuni ai quali il nostro cervello (consciamente o inconsciamente) reagisce di fronte alla bellezza. Ogni epoca, di fatto, risponde a parametri diversi in fatto di bellezza ma lo scopo di tali parametri è pressoché identico: permetterne il riconoscimento e la condivisione dal maggior numero di persone possibile.