Libri di Zen
Bibliografia di Zen: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Compresse
Architracce. L'intuizione dello spazio nell'uomo di montagna Zendrini Pietro Giorgio - Letteraventidue, 2014 - Compresse
"A volte, nella vita di ogni uomo, arriva il momento di provare a interpretare le tracce lasciate. Le circostanze che mi hanno accompagnato hanno voluto che queste architracce, o tracce archetipe, incrostassero il campo limitato della mia esistenza e del mio immaginario di povertà rurale. Questo volumetto non ha la pretesa di essere un'opera compiuta, andrà guardato come un'iniezione di dubbio nel nostro vivere, come un tentativo di utilizzare il locus, il milieu, per accogliere nell'ombra del non identificato l'illimitata impermanenza e la non sostanza dell'ego."
Resistente-Widerstandsfähig. Costruire senza il verbo avere Zendrini Pietro Giorgio - Letteraventidue, 2012 - Compresse
"Ho cercato nel corso di questi anni di esercitare il mestiere dignitosamente nel tentativo di mettere in opera quello che qui suggerisco come "costruire senza il verbo avere"; se rivolgo poi lo sguardo all'indietro alle cose fatte ed alla ricerca di senso prodotta, vedo e riconosco le "sterpaglie" cresciute nel mio piccolo campo come opere di un raccoglitore (saccheggiatore) di frammenti, di un onesto "bricoleur". È così che ho sempre inteso il mio lavoro, come continua messa in opera di frammenti, frammenti già dati, ricomposti e alcune volte ordinati; credo che questo atteggiamento provenga dalla mia formazione di autodidatta e dall'insofferenza verso le concettualizzazioni, e anche riconosco, dall'ostinato tentativo di pervenire alla "giusta intuizione"; per cui forse, il procedere per strappi, da "ladro" trova la misura nelle parole del Maestro Engaku Taino: "Ruba pure quello che vuoi, ti appartiene", ed il "rubare" credo stia tutto nella nostra condizione umana."
Periplo. Circolo(i) nell'ordinaria natura delle cose Zendrini Pietro Giorgio - Letteraventidue, 2015 - Compresse
Questo è uno dei tanti tentativi che si possono fare per portare alla luce correlazioni e comportamenti che dovrebbero appartenere all'archetipo dell'essere umano; ed è per questa ragione che affermo, nonostante l'apparenza autobiografica, di non avere nulla da accampare al di là degli interrogativi e dei dubbi che mi porto appresso. La chiave di accesso a questo periplo e l'ottica con cui affronto questa tematica consiste nel credere che esista, e sia esistito, per l'umanità un "circolo del ritorno" al quale appartengono cose e azioni già pensate, già dette, già scritte e... già fatte! Cose che nel tempo cambiano di veste, ma non cambiano di sostanza poiché sono incarnate in una prassi di pensiero aperta alla naturalità originaria; con però l'avvertenza che: "Il ritorno alle origini serve a trovare il significato, ma basarsi sulle apparenze significa lasciarsi sfuggire la causa." (Sosan)