Libri di Achille Chiappetti
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La Costituzione vivente italiana Chiappetti Achille M. - Giappichelli, 2011
In questo libro, il prof. Achille Chiappetti esamina l'attuale assetto delle istituzioni politiche e dei poteri più o meno forti che governano l'Italia e ricostruisce la diversa costituzione sulla quale questo assetto sembra basarsi. In altre parole, egli individua quella che gli studiosi chiamano la "costituzione vivente" per differenziarla dall'unica e vera Costituzione scritta. In tal modo egli individua le regole del tutto abnormi sulla base delle quali operano attualmente i partiti, i sindacati, il Parlamento, il Governo, i magistrati e gli organi di garanzia. Il risultato finale di questa operazione consente di misurare con esattezza quanto l'Italia di oggi si sia allontanata dalla Carta che i Costituenti approvarono nel 1947. Il libro permette anche di percepire che sono le norme di fatto, che compongono l'attuale costituzione vivente, ad essere strenuamente difese contro ogni tentativo di riforma, impedendo al Paese di rilanciarsi nelle sfide politiche ed economiche del mondo globalizzato. In tale maniera, esso fa cadere ogni falsa prospettiva e dimostra che il lavoro da compiere non è tanto quello di modificare la Costituzione del 1947 quanto quello di demolire le regole non scritte della costituzione vivente. Non è escluso che, seguendo questa via, si finisca con il ritrovare lo spirito e gli intenti sui quali è stata fondata la Repubblica.
La costituzione ritrovata. Saggi sulla costituzione italiana vivente Chiappetti Achille M. - Giappichelli, 2008
L'abbandono della legge elettorale proporzionale ha fatto cadere nel 1994 la "prima Repubblica" ma ha posto solo le basi per la "seconda". Dopo 15 anni mancano ancora le riforme istituzionali occorrenti per chiudere la transizione. Occorre non confondere le posizioni ultraconservatrici emerse nel sessantennale della Costituzione, con quella che il Presidente Napolitano ha evidenziato, affermando che la Costituzione ha solo alcune "rughe" e non può essere sovvertita. Il volume evidenzia come la costituzione vivente, che si è consolidata in sessant'anni è in molte sue parti - quali le relazioni tra gli organi costituzionali, le regole dell'economia e del lavoro, la giustizia e le autonomie regionali e locali - incoerente e persino in netto contrasto con le indicazioni dei Costituenti. Dato questo stato di cose, anche riforme ampie possono essere accette purché dirette a correggere le rughe ed i difetti originari della Costituzione nonché le distorsioni prodotte in sede applicativa. D'altronde, si tratta proprio di quelle modifiche che servono per chiudere la transizione ed è perciò inutile pretendere che esse siano adottate a larghissima maggioranza, coinvolgendo forze politiche che non intendono accettare il rinnovamento del Paese, perché le riforme demolirebbero i consolidati assetti di potere sui quali esse si reggono.