Libri di Enrico Deaglio
Bibliografia di Enrico Deaglio: tutti i libri in vendita online editi da Feltrinelli con argomento Mafia EUROPA
Il vile agguato. Chi ha ucciso Paolo Borsellino. Una storia di orrore e menzogna Deaglio Enrico - Feltrinelli, 2013 - Universale Economica
A Paolo Borsellino, spazzato via venti anni fa da un'autobomba sotto casa di sua madre, in via D'Amelio a Palermo, piaceva citare dal Giulio Cesare di Shakespeare la frase secondo cui "è bello morire per ciò in cui si crede. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola". Il fatto è che l'omicidio di Borsellino è ormai diventato uno di quei buchi neri della storia italiana, simile in questo al rapimento Moro, in cui come in un gorgo si annodano e si raccolgono tutti i misteri, i protagonisti, le inconfessabili verità di un paese che ha sempre avuto molto da nascondere, in primo luogo a se stesso. "Questo è stato il destino del nostro eroe; e l'Italia non è un paese per eroi. La ricerca della verità sul suo assassinio implicava un contributo di onestà, che è stata soffocata. Difficile ormai che si possa recuperare il tempo perduto, perché ormai quella stessa ricerca della verità è strettamente connessa (i luoghi, i palazzi di giustizia, i contesti) con la ricerca delle ragioni della disonestà di chi doveva cercarla. E dunque, diventa un'impresa quasi impossibile." Ma quello che è possibile fare è mettere insieme tutti i pezzi, ripulirli a uno a uno e metterli nell'ordine giusto, per raccontarli a chi li ha dimenticati, o li ricorda solo confusamente. Questo è ciò che Enrico Deaglio ha fatto in questo libro. Con una nuova introduzione dell'autore.
Il vile agguato. Chi ha ucciso Paolo Borsellino. Una storia di orrore e menzogna Deaglio Enrico - Feltrinelli, 2012 - Serie Bianca
A Paolo Borsellino, spazzato via venti anni fa da un'autobomba sotto casa di sua madre, in via D'Amelio a Palermo, piaceva citare dal Giulio Cesare di Shakespeare la frase secondo cui "è bello morire per ciò in cui si crede. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola". Il fatto è che l'omicidio di Borsellino è ormai diventato uno di quei buchi neri della storia italiana, simile in questo al rapimento Moro, in cui come in un gorgo si annodano e si raccolgono tutti i misteri, i protagonisti, le inconfessabili verità di un paese che ha sempre avuto molto da nascondere, in primo luogo a se stesso. "Questo è stato il destino del nostro eroe; e l'Italia non è un paese per eroi. La ricerca della verità sul suo assassinio implicava un contributo di onestà, che è stata soffocata. Difficile ormai che si possa recuperare il tempo perduto, perché ormai quella stessa ricerca della verità è strettamente connessa (i luoghi, i palazzi di giustizia, i contesti) con la ricerca delle ragioni della disonestà di chi doveva cercarla. E dunque, diventa un'impresa quasi impossibile." Ma quello che è possibile fare è mettere insieme tutti i pezzi, ripulirli a uno a uno e metterli nell'ordine giusto, per raccontarli a chi li ha dimenticati, o li ricorda solo confusamente. Questo è ciò che Enrico Deaglio ha fatto in questo libro.
Raccolto rosso. La mafia, l'Italia Deaglio Enrico - Feltrinelli, 1995 - Universale Economica
Il libro è un lungo viaggio in Sicilia. Si narrano storie sconosciute e storie note che nascondono spesso altre verità: ferocie inaudite e resistenze disperate, parole dal significato ambiguo, il paradosso di un'associazione segreta, ma da sempre palese per tutti. E la distrazione, l'indifferenza che hanno accompagnato l'avanzata della mafia in Italia. Fino all'esplosione finale, il raccolto rosso. Una documentata storia della mafia, e soprattutto dei mafiosi, appassionante come un racconto poliziesco: ma è tutto vero. Vero, tortuoso, oscuro come il nuovo episodio con cui si apre la presente edizione del libro: il processo Andreotti.