Libri di Roberto Esposito
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- 9788894550917 Il principe
Pensiero istituente. Tre paradigmi di ontologia politica Esposito Roberto - Einaudi, 2020 - Piccola Biblioteca Einaudi. Big
Oggetto di questo libro è la crisi profonda della politica contemporanea, ma anche delle filosofie che la interrogano senza riuscire a lasciarsela alle spalle e anzi contribuendo a intensificarla. Ciò accade ai due paradigmi ontologico-politici più influenti nel dibattito filosofico continentale, nati, rispettivamente, dal pensiero di Heidegger e da quello di Deleuze. Opposti nella loro tonalità - impolitico il primo e iperpolitico il secondo -, nessuno dei due sfugge all'orizzonte teologico-politico di cui da tempo il nostro linguaggio concettuale è ostaggio. A questi due paradigmi fondamentali - esaminati nelle loro singolari risorse teoretiche, ma anche nei loro scompensi politici - Roberto Esposito contrappone un terzo filone di pensiero, che può definirsi «istituente» o «post-machiavelliano», inaugurato da Claude Lefort. Lontano sia dal presupposto negativo del lessico post-heideggeriano sia dall'euforia affermativa degli eredi di Deleuze, esso riconosce nella prassi istituente la strada, realistica e innovativa, per riconfigurare una relazione produttiva tra ontologia e politica. A differenza dagli altri paradigmi, per il pensiero istituente, nell'elaborazione originale che ne propone Roberto Esposito, l'essere sociale non è né univoco né plurivoco, ma tagliato dalla semantica duale del conflitto politico.
Due. La macchina della teologia politica e il posto del pensiero Esposito Roberto - Einaudi, 2013 - Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova Serie
Alla fine di un dibattito che ha attraversato l'intero Novecento, il significato ultimo della nozione di "teologia politica" continua a sfuggirci. Nonostante i tentativi di venirne a capo, parliamo ancora il suo linguaggio, restiamo ancora nel suo orizzonte. Il motivo, per Roberto Esposito, sta nel fatto che la teologia politica non è né un concetto né un evento ma il perno intorno al quale ruota, da più di duemila anni, la macchina della civiltà occidentale. Al suo centro vi è l'articolazione tra universalismo ed esclusione, unità e separazione. La tendenza del Due a farsi Uno attraverso la subordinazione di una parte al dominio dell'altra. Tutte le categorie filosofiche e politiche che adoperiamo, a partire da quella, romana e cristiana, di persona, riproducono ancora questo dispositivo escludente. Perciò il congedo dalla teologia politica - in cui risiede il compito della filosofia contemporanea - passa per una radicale conversione del nostro lessico concettuale. Solo quando avremo restituito al pensiero il suo "posto" - relativo non al singolo individuo ma all'intera specie umana - potremo sfuggire alla macchina che da troppo tempo imprigiona le nostre vite.