Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Artemide con argomento Winckelmann Johann Joachim
Prossime uscite di
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791298614925 Dove vanno i piccioni quando piove?
- 9791282494069 Dammi mille romance. I libri da leggere almeno una volta nella vita
- 9791282459143 Mollan un giorno con la nonna. I lupini. Ediz. a colori
- 9791282459136 Mollan in cucina. I lupini. Ediz. a colori
- 9791282312103 Parli romano se... I termini che devi sapere per farti...
- 9791282312097 I segreti delle vie di Roma. Le storie che le strade
- 9791282232173 L'innocenza rubata
- 9791281992610 The pursuit of belonging
- 9791281956483 Sicilia segreta. Atlante sentimentale dell'isola
- 9791281891807 New sexy tales. Ediz. variant. Con 2 litografie. Vol. 5
Winckelmann, l'antichità classica e la Lombardia Agazzi E. (Cur.) Slavazzi F. (Cur.) - Artemide, 2019 - Arte E Cataloghi
Il fatto che Johann Joachim Winckelmann (1717-1768) non abbia mai visitato la Lombardia non ha impedito che la sua fama si diffondesse rapidamente in questa regione. Milano ebbe la fortuna di vedere la prima stampa in italiano della sua Geschichte der Kunst des Alterthums (1764), pubblicata con il titolo Storia delle Arti del Disegno presso gli Antichi nel 1779, che suscitò intensi dibattiti intorno al canone classico, mentre si assisteva allo sviluppo tecnico-scientifico promosso da Maria Teresa d'Austria. Fu anche grazie alla traduzione di Carlo Amoretti che si irradiò l'interesse storico-artistico per un rigore delle forme, determinando una rottura con il passato barocco e segnalando in Tiepolo un interprete di questa svolta. Altri attori del transfert culturale tra il mondo germanico e quello italiano popolano le pagine di questo volume, che abbraccia anche la realtà pavese e bergamasca. A fianco di quello milanese, questi ambienti rivelano il ruolo attivo dei collezionisti, dei cultori delle arti figurative e degli illustri membri delle accademie scientifiche, tra i quali troviamo Firmian e Trivulzio, Furietti e il conte Carrara, Malaspina, Aldini e Marchesi, così come i fratelli Verri. In quello scorcio di fine Settecento, tanto i contatti tra le persone, quanto gli scambi epistolari (di cui anche quello di Winckelmann documenta, complice la raccolta integrale delle lettere edita in Italia, un diffuso interesse per l'archeologia e per l'estetica delle opere e dei paesaggi) inaugurano una cultura della memoria del mondo antico che vive ancora oggi nelle opere che la celebrano.