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- 9788833673998 La shoah vista dai musulmani
La filosofia alla prova dell'esistenza. Marcel, Jaspers, Ricoeur Costanzo G. (Cur.) Busacchi V. (Cur.) - Mimesis, 2025 - Jaspersiana
Le indagini sulla malattia, il lutto, la morte, il senso del tragico e del caos, la finitudine, la solitudine del soggetto appartengono alla medesima stagione esistenzialista che accomuna Karl Jaspers e Gabriel Marcel, e un giovane Paul Ricoeur, postosi alla loro sequela. Il loro incontro è riconducibile a quell'intersezione fra un tempo particolarmente dolente, gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, e una città, Parigi, luogo di inaspettati incontri e di felici innesti filosofici, come quelli con la riflessione jaspersiana, di cui Marcel e Ricoeur sono appassionati lettori. Ciò che accomuna i tre pensatori è sicuramente l'investigazione sulla deflagrante solitudine del soggetto, esposto da una parte al tempo vuoto dei meccanismi escludenti della società di massa, dall'altra a una violenza mortifera in grado di rimuovere ogni anelito verso la trascendenza nella disumana esaltazione della tecnica.
L'enigma dell'umano. Storie di vita e di malavita degli scritti psicopatologici di Karl Jaspers Anzalone Mariafilomena - Mimesis, 2025 - Jaspersiana
Durante gli anni trascorsi lavorando presso la clinica universitaria di Heidelberg, Karl Jaspers pubblica una serie di storie di malate e malati che costituisce il "laboratorio" concettuale della prima edizione dell'Allgemeine Psychopathologie e il nucleo originario del suo approccio biografico. Questo volume mostra come, attraverso tali storie, si delinei la peculiarità dell'innovativo approccio jaspersiano ai fenomeni patologici della vita psichica e la profonda tensione etica che lo anima. Le vite infrante e marginalizzate di bambine omicide, gelosi deliranti, malati schizofrenici acquisiscono dignità scientifica e divengono il luogo in cui si manifesta nella sua forma più radicale e dolorosa l'indecifrabilità non solo della malattia ma della stessa condizione umana: la sua irriducibilità alla norma, la sua infinita apertura al senso, la sua vulnerabilità come condizione di libertà. Vedendo l'umano nel patologico e non consegnandolo allo spazio di una muta e reietta alterità, Jaspers mostra, e eticamente custodisce, il limite incomprensibile dell'esperienza psicopatologica, nella consapevolezza che l'enigma del malato è, innanzitutto, l'enigma dell'umano.