Libri di Roberto Alonge
Bibliografia di Roberto Alonge: tutti i libri in vendita online editi da Edizioni Di Pagina con argomento S
Dacci oggi il nostro desiderio quotidiano Alonge Roberto - Edizioni Di Pagina, 2021
Desideri dell'uomo e desideri della donna, sullo sfondo millenario di una "guerra di genere", testimoniata per la prima volta dall'«Orestea» di Eschilo. Il maschio ha una struttura "penetrativa" e spesso il suo desiderio si trasforma in ossessione di potere, diventa forza regolatrice, costruttiva, vocazione, da cui dovrebbe scaturire la felicità. La donna è diversa, ha anfratti misteriosi, dove si cova - proprio perché nascosto - un desiderio più intenso e caparbio, duraturo. La donna si fa attraente per l'altro, desidera di essere desiderata, e sa meglio dell'uomo che il desiderio è sempre "desiderio del desiderio" ("dell'altro"). Curiosamente, talvolta, modalità segretamente femminili assume anche lo stesso desiderio maschile, quasi un "sogno maschile di essere donna", che si traduce in un inquietante fantasma triangolare: lo ritroviamo nel «Tartufo» di Molière, nel romanzo di Dostoevskij, «L'eterno marito», nel film di Truffaut, «Jules e Jim». I desideri più trasgressivi ce li sussurrano poeti (Ovidio), pittori (Klimt, Balthus), drammaturghi (Ibsen, Pirandello), autori di film (Bergman, Bertolucci, Buñuel, Kubrick, Pasolini). Perché sono gli artisti, dice Freud, ad avere, più di tutti, «il coraggio di lasciar parlare il proprio inconscio».
Ibsen, poeta del diavolo tra Marx e Freud Alonge Roberto - Edizioni Di Pagina, 2026 - Due Punti
La definizione di Ibsen quale "poeta del diavolo" è del suo compatriota norvegese Jon Fosse, recente Premio Nobel per la Letteratura, dunque non sospetta. Basta peraltro scrutare uno qualunque dei 12 diabolici drammi per accertarne la bontà esegetica. Solness, figlio di contadini, sposa un'ereditiera di cui violenta le aspirazioni materne e sfrutta la ricchezza per diventare un grande costruttore edile, benché privo di studi da architetto. Abusa quindi di una bimba di 12-13 anni, Hilde, che ne resta non traumatizzata ma sedotta, tanto da andare a ricercarlo, dieci anni dopo, per strapparlo alla moglie. Ibsen ha tratti patriarcali e persino maschilisti, e in Hilde anticipa taluni accenti crudeli delle ninfette di Balthus e della Lolita di Nabokov, ma è anche lui (prima ancora di Pirandello e Cechov) unfemminista a sua insaputa, per il quale il maschio è sempre peggio della femmina. È però il solo a muoversi tra Freud e Marx, dunque l'unico in grado di cogliere anche la violenza di classe del protagonista della società del capitale di fine Ottocento, sebbene affascinato dalle sue doti di lavoro energia dinamismo. Sembra esaltare la trasgressione ma sa che delitto chiama castigo, e punisce con la morte Solness e gli altriself-made men del suo teatro, tutti spiriti infernali, che commerciano con i demoni al servizio dei loro desideri. L'ambiguità è la cifra della sua scrittura, auto-tutela per chi vive dentro la civiltà vittoriana, torbida di pulsioni inconfessabili, ma repressa e ipocrita.