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I sette peccati capitali. Percorso psicoantropologico libro
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LIBRO   9788899695798

I sette peccati capitali. Percorso psicoantropologico Battaglini Irene  Serino Vinicio   -  Pontecorboli Editore, 2018  - 

Questa "Introduzione", alla quale seguiranno sette saggi, uno per ogni peccato capitale, raccolti in un'unica pubblicazione, si chiude con una domanda: il peccato è sempre un'offesa alla volontà divina? O, piuttosto, non è espressione della libertà dell'Uomo - del suo libero arbitrio - grazie alla quale, molto spesso violando i precetti della Divinità (talora rielaborati e reinterpretati dai suoi "rappresentanti" terreni) sono state possibili straordinarie conquiste di progresso e di civiltà? Conquiste che, seppure spesso accompagnate da barbarie e nefandezze di ogni genere, hanno comunque consentito alla nostra specie di sottrarsi alla volontà imperscrutabile, e quasi sempre crudele, della natura. Proprio grazie a questa libertà, l'Eterno Artefice, scriveva molti secoli fa Giovanni Pico della Mirandola, aveva messo l'Uomo "al centro del mondo", lasciandolo "libero e sovrano" di plasmare la propria forma, conferendogli il potere di degenerare abbassandosi sino ai più brutali tra gli esseri inferiori, oppure di innalzarsi fino alle vette più elevate degli "spiriti maggiori". E l'Uomo ha indubbiamente usato - e spesso abusato - di questa straordinaria prerogativa.

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LIBRO   9788833840581

Lussuria. I sette peccati capitali. Percorso psicoantropologico Battaglini Irene  Serino Vinicio   -  Pontecorboli Editore, 2020

La lussuria ha molte facce. È un peccato capitale, un'insidia per l'uomo e per la donna che, senza vincoli formali, si abbandonano ai piaceri carnali. Un desiderio, un "sentimento di ricerca ... di ciò che è piacevole". Un sentimento "ossessivo", indotto da "impulso, idea o pensiero ricorrenti che si impongono in modo incoercibile alla coscienza", come afferma Luciano Mecacci. La forza che si esprime attraverso la sessualità, laddove irrefrenabile, evoca l'"oscura energia" che anima i viventi e che si ritrova rappresentata nelle prime forme di divinità antropomorfe del Mediterraneo e dell'Eurasia, le Grandi Dee: una figura femminile la cui immagine, spesso di grandi dimensioni, compare, tra 30.000 e 19.000 anni avanti l'Era volgare, in una fascia territoriale che spazia dalla Liguria al mar Caspio. Jung ha sottolineato il carattere ambivalente della Grande Dea illustrando "le caratteristiche essenziali" del relativo "archetipo", le cui "proprietà sono", appunto, "il materno: la magica autorità del femminile, la saggezza e l'elevatezza spirituale che trascende i limiti dell'intelletto.

€ 9.80