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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Silvana con argomento Guercino
Guercino un nuovo sguardo. Opere provenienti da Forlì e da altri luoghi nascosti. Ediz. illustrata Benati D. (Cur.) Lorenzini L. (Cur.) - Silvana, 2024 - Arte
Con il titolo Ovunque si respira Guercino, ispirato al suggestivo resoconto di Goethe durante la sosta centese del suo viaggio in Italia, la Regione Emilia-Romagna comprende in un unico percorso tutti i luoghi nei quali sono conservate le sue opere, anche quelli al momento inaccessibili. E così, i portoni sbarrati delle chiese ancora inagibili a causa del sisma del 2012, oppure quelli dei musei in corso di ristrutturazione, si spalancheranno metaforicamente, svelando quei capolavori del Guercino e della sua scuola altrimenti invisibili. La chiesa di San Lorenzo ospiterà i capolavori di Palazzo del Merenda di Forlì, delle chiese centesi di San Biagio, di San Pietro, del Santissimo Rosario, della parrocchiale di Casumaro, nonché due rarissimi dipinti di Giovanni Battista Gennari di collezione privata.
Il Guercino a Cento. Emozione barocca. Catalogo della mostra (Cento, 9 novembre 2019-15 febbraio 2020). Ediz. illustrata Benati D. (Cur.) - Silvana, 2019 - Arte
Cento e il Guercino costituiscono un binomio inestricabile. Lo sapeva bene Johann Wolfgang Goethe quando nel 1786 si recò appositamente a Cento per rendere omaggio alla patria del Guercino e annotò nel suo diario che il suo era "un nome sacro tanto sulle labbra dei fanciulli che degli adulti". Salito sul campanile della chiesa di San Biagio, il grande scrittore era stato colpito dalla vista di "una piccola e simpatica città, ben costruita, piena di movimento e di vita, linda, in mezzo a una pianura tutta coltivata a perdita d'occhio" e poi, davanti ai dipinti eseguiti dal pittore per le chiese cittadine, ne aveva apprezzato il carattere "intimamente esperto, virilmente integro, senza forzature", rimarcando la piena sintonia con l'attitudine serenamente attiva e intraprendente dei suoi concittadini. Nonostante le perdite subite in seguito alle spoliazioni di epoca napoleonica, Cento conserva tuttora uno straordinario nucleo di dipinti di Giovanni Francesco Barbieri (Cento, 1591 - Bologna, 1666), affettuosamente soprannominato il Guercino per il suo pronunciato strabismo: si tratta non solo di pale da altare, ma anche di affreschi staccati dalle case dei benestanti centesi (i Pannini, i Benotti) e di disegni pervenuti alle raccolte comunali. A tale nucleo - che comprende capolavori assoluti del barocco italiano, come il "Cristo risorto che appare alla Madre" (1628-1630) o le tele poste a decorazione della cappella di famiglia nella chiesa del Santissimo Rosario (1643-1645) - si affianca in questo volume l'esame di altri dipinti eseguiti dal pittore per altre destinazioni, così da ricostruire il suo intero percorso, che dal corposo naturalismo della fase giovanile giunge all'eleganza composta degli anni estremi.
Le stanze del Cardinale. Caravaggio, Guido Reni, Guercino, Mattia Preti. Ediz. illustrata Sgarbi V. (Cur.) Papetti S. (Cur.) - Silvana, 2009 - Cataloghi Di Mostre
Elevato alla porpora cardinalizia a soli trentacinque anni, Giovanni Battista Pallotta (1594-1668) proseguì la colta tradizione familiare avviata in età sistina dallo zio, il cardinale Evangelista, aggiornando le prospettive della sua intensa attività di collezionista in base ai più moderni indirizzi perseguiti a Roma negli anni del pontificato di Urbano Vili. L'inventario delle opere d'arte conservate nella sua residenza romana è stato il punto di avvio per una complessa indagine archivistica volta a ricostruire la consistenza della collezione del porporato marchigiano che, negli anni trascorsi a Ferrara come legato pontificio, intrattenne rapporti di committenza con Guido Reni, Guercino, Elisabetta Sirani, Cantarmi e Tiarini. Altre opere importanti furono commissionate in tempi diversi anche a Mattia Preti, riallacciando così i rapporti con la città di Cosenza della quale Evangelista Pallotta era stato vescovo. Il nucleo più importante della quadreria Pallotta passò, dopo la morte del cardinale, a Bologna, presso il conte Grassi, e da questi un gruppo di opere venne poi venduto nel 1684 al marchese Brignole di Genova. La mostra è ospitata nel fastoso palazzo dei cardinali Pallotta, eretto a Caldarola dal cardinale Evangelista e arricchito di opere d'arte da Giovanni Battista Pallotta, che vi ospitò la regina Cristina di Svezia, Casimiro di Polonia e vari principi romani in viaggio verso il santuario di Loreto.