Libri di Luciano Baffioni Venturi
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La maiolica al tempo degli Sforza di Pesaro Baffioni Venturi Luciano Alberini Valeria - Youcanprint, 2019 - Arte / Storia / Generale
A metà Quattrocento, esattamente nel 1445, Alessandro Sforza, fratello del potente duca di Milano Francesco, si insediò in Pesaro al posto dei Malatesta. Iniziò un periodo di 70 anni nel quale gli Sforza (Alessandro, il figlio Costanzo e il nipote Giovanni) arricchirono Pesaro di moderne strutture militari, di palazzi e di opere d'arte. In particolare essi favorirono la nascita di efficienti botteghe artigiane di maiolicari la cui produzione pregiata raggiunse buona parte dell'Europa, dalle Fiandre alla Budapest di Mattia Corvino. La tradizione ceramica pesarese continuò poi a Urbino e Casteldurante ma, di certo, Pesaro precedette e superò Faenza, Deruta e Montelupo. Di tutto ciò restavano pochi segni finché questa ricerca, e altre di poco precedenti, non ha ritrovato in vari musei e collezioni private numerosi e inequivocabili testimonianze dell'arte maiolicara pesarese dell'epoca sforzesca.
Figli e nipoti di Alessandro Sforza di Pesaro Baffioni Venturi Luciano - Youcanprint, 2021 - Storia / Rinascimento
Alessandro Sforza (1409-1473), anche se con minor fortuna del fratello Francesco che riuscì a ottenere il ricco ducato di Milano, si dovette accontentare della piccola signoria di Pesaro nel nord della Marca. Pesaro fu così dal 1445 residenza di Alessandro che vi trovò una patria sicura e una popolazione fedele e affezionata. L'opera del capostipite fu proseguita dai due figli avuti con Costanza Varano di Camerino: la colta e raffinata Battista (1446-1472), sposa di Federico di Montefeltro e Costanzo (1447-1483), sposo della principessa napoletana Camilla d'Aragona. Un'altra figlia "naturale" di Alessandro, Ginevra (1440-1507), sposò successivamente due Bentivoglio signori di Bologna, Sante (1424-1463) e il cugino Giovanni II (1443-1508). Quando Costanzo morì avvelenato, la famiglia proseguì con Giovanni (1466-1510) che ebbe Pesaro sposando la figlia di papa Alessandro VI, Lucrezia Borgia, dalla quale fu ripudiato. Giovanni si maritò allora con una gentildonna veneziana di più miti pretese, Ginevra Tiepolo, che gli partorì Costanzo II (1510-1512) che governò simbolicamente la città e morì a due anni d'età nel 1512,. Poco dopo Pesaro fu acquisita da papa Giulio II Della Rovere alla propria famiglia e ne nacque il Ducato di Urbino finché, nel 1631, anche i Della Rovere si estinsero.
Puttane e sante alla corte di Alessandro Sforza signore di Pesaro. Storie degli Sforza pesaresi. Vol. 1 Baffioni Venturi Luciano - Youcanprint, 2020 - Storia / Generale
"Puttane e Sante alla corte di Alessandro Sforza, signore di Pesaro", narra le imprese eroiche e erotiche di un personaggio del "primo Rinascimento" italiano, prototipo per molti aspetti dei principi suoi contemporanei, e lo fa dalla parte delle donne, alle quali l'autore dedica le pagine migliori. Insediatosi a Pesaro nel 1445 con l'aiuto fondamentale del fratello Francesco, duca di Milano, Alessandro ne fece la sua patria fino alla morte nel 1473 e i suoi figli e nipoti vi stabilirono la loro signoria fino al 1512. Lo Sforza visse a Pesaro da signore rinascimentale tra artisti e umanisti, e non gli mancarono le donne, dalle mogli (la bella Costanza Varano e la moglie di ripiego, Sveva di Montefeltro) alle amanti (le licenziose Mattea e Pacifica Samperoli, cugine tra loro e già maritate). Questo libro ripercorre la vita di Alessandro e delle sue donne, con particolari inediti o poco conosciuti, in particolare le vicende di Sveva, poi santificata come Beata Serafina, che fu da lui chiusa in clausura e sottoposta a un delicato processo per adulterio. Sveva fu perdonata a patto di eclissarsi nel convento delle Clarisse, Alessandro, in parte pentito, allontanò poi anche Pacifica e si fece terziario francescano pur tenendo la signoria di Pesaro fino alla morte.