Libri di Sabato Bascetta Arturo Cuttrera
Bibliografia di Sabato Bascetta Arturo Cuttrera: tutti i libri in vendita online editi da Abe con argomento Mari
Maria d'Ungheria: Maria degli àrpàd-hàzi, la cumana di Budapest e Re Carlo II «lo Zoppo». Vol. 1 Bascetta Arturo Cuttrera Sabato - Abe, 2022 - Le Regine Di Napoli
Spesso la storia è andata diversamente da come ce l'hanno raccontata. Anche la Regina Maria, da sciamana a fondatrice di chiese latine, ebbe una vita tribolata, con 9 maschi da incoronare e qualche femmina da cedere ai regni avversari. Bastò seguire l'esempio del marito, Carlo II lo Zoppo, e presto i giovani principi, nati nella corte di Nocera, avrebbero avuto un sogno da realizzare, come quello del suo matrimonio, cominciato a 14 anni e continuato nel Palazzo reale di Napoli. Fra baby-regnanti e dolci principesse da far sposare ai Catalani, nacquero così due partiti diversi, che saranno poi la spina nel fianco del reame angioino negli anni a venire: quello ungherese e quello aragonese. Perfino la morte dei primi figli fu occasione di scambio politico per il marito, che costrinse Ludovico Duca di Durazzo a ritirarsi dall'eredità ungherese, in cambio di un posto in paradiso. Anzi, dopo la sua dipartita, meritò anche l'appellativo di san Luigi, favorito dai provenzali, per aver lasciato il posto di Re a Roberto e alla bella Sancia. Le vicende storiche, trattate in questa prima parte della storia della Regina di Buda, furono molteplici e la Maria quasi non ebbe tempo per stare dietro a tutti, divenendo vicaria del regno, ora attenta alle vicende provenzali, ora a quelle siciliane, conclusesi con svariati matrimoni di interesse, avendo a disposizione la mano di altre figlie femmine, con le quali recuperò perfino Ischia, Procida e Capri. L'incoronazione avvenuta a Rieti, la vita di corte e l'eredità ungherese, fanno di questa donna una sovrana piena di vita, ma tutta dedita alla religione, nella speranza di poter creare un futuro anche al Regno d'Ungheria. La morte del Re, le donazioni e il rilancio forzato, quasi spocchioso, della tradizione arpadiana, riportano Maria alle origini cumane e la spingono, a metà della sua lunga vita, a dedicarsi alla fondazione di molti monasteri napoletani, seguita a ruota dalla giovane Sancia, trascurata dal figliolo, sempre impegnato con troppe cortigiane. Il più grande successo di Maria, in questa prima parte della sua vita, fu sicuramente l'idea, sicuramente al femminile, di unire le forze di tutte le donne partorite, ormai regine di tanti regni, e convincere i mariti che la pace è sempre meglio della guerra. Solo così, d'accordo il Papa, si pose fine al secolare «Vespro» e la Sicilia tornò agli Angioini, gettando le basi al futuro trono del Regno di Napoli, che però nascerà solo con la Regina Giovanna II, nel 1348, nell'aula di s.Chiara che la bisnonna volle costruire.
Maria di Bretagna, Marie de Blois Bascetta Arturo Cuttrera Sabato - Abe, 2021 - Le Regine Di Sicilia
Re Luigi lasciò Arles a mezzanotte del giorno 23, travestito di piquet da cameriere, insieme a otto compagni, vestitz totz de pigetz coma vailetz. Montpellier accenna alla bellezza di questa ragazza tenuta in gran segreto, da essere sconosciuta a tutti, a meno del fratello. Tornò ad Arles il 26 novembre, all'epoca dei Vespri e il 1 dicembre, Yolande d'Aragon, fece il suo ingresso ad Arles attraverso la Porte della Cavalleria, dopo aver dismesso il vestito da viaggio e indossato per ornamento la sua corona di Regina, e onorato le reliquie portate dalla città benedette dall'arcivescovo di Marsiglia. La nuova Regina di Sicilia salì poi su una corriera adorna alla maniera regale, facendo il suo ingresso dalla Porta principale e ricevendo grandi onori dai quattro amministratori della città, che indossavano un baldacchino blu decorato, preceduta dal suo futuro marito, scortato da Carlo di Taranto e dal Conte aragonese di Prade. Il matrimonio reale restò per molti anni impresso nella memoria dei marsigliesi. Maria passò a miglior vita il 7 novembre del 1404, prima che Luigi II tentasse la sua seconda riconquista del Regno di Sicilia. Scrive Francois Arlot che neppuglie ad Arles fu dimenticata, con una bellissima cerimonia funebre, il 21 settembre del 1405. È in Saint Trophime che il suo feretro ebbe un catafalco ricoperto da una tela nera d'oro, fra 100 torce e 400 candele che ardevano tutt'intorno. La messa fu officiata dall'arcivescovo e tutte le chiese della città suonarono il campanello. Ogni amministratore offrì in devozione una torcia, sfilando in silenzio, seguiti dalla gente comune e dai bambini con una candela di cera. Furono presenti quattro ordini mendicanti, le monache di Saint Césaire, cappellani e canonici della cattedrale per una donna che si era comportata come un Re. Aveva superato molti principi, per dirla con le parole del Bourdigné, in coraggio e in saggezza. Proprio come una vera sovrana: Marie de Blois, Regina di Sicilia...