Libri di Bo
Bibliografia di Bo: tutti i libri in vendita online editi da Priuli Verlucca con argomento Piemonte Storia
Eravamo tutti contadini. Soldati di Langa e Roero alla grande guerra 1915-1918 Bosca Donato - Priuli & Verlucca, 2006 - Quaderni Di Civiltà E Cultura Piemontese
Eravamo tutti contadini. Soldati di Langa e Roero alla grande guerra 1915-1918 - Priuli & Verlucca
Giochi di terra del Piemonte contadino Bosca D. (Cur.) - Priuli & Verlucca, 2004 - Quaderni Di Civiltà E Cultura Piemontese
Nel Piemonte contadino alcuni giochi sono sopravvissuti a tutte le influenze culturali: celtica, romana, medievale, feudale, giacobina, monarchica, fascista e repubblicana. Donato Bosca, attraverso i contributi di Enrica Tomatis che ha studiato i giochi tradizionali infantili nelle Langhe, di Roberta Orecchia che ha esteso la ricerca all'età adulta, di Loredana Dova che ha focalizzato l'attenzione sul rapporto gioco-letteratura, cerca in questo libro una spiegazione convincente. Lo fa partendo dalle sue terre, le Langhe, dove il gusto per il gioco, in particolare per il gioco d'azzardo, è rimasto profondamente radicato.
Partivamo per la Merica. Storie di emigrazione piemontese Bosca Donato - Priuli & Verlucca, 2012 - Schema Libero
A fine Ottocento e inizio Novecento andare in Merica voleva dire emigrare all'estero, in Costa Azzurra o in terre lontane come l'Australia, ovunque ci fosse lavoro e possibilità di fare fortuna. Poi, col tempo, la parola Merica è servita soprattutto per indicare l'Argentina. Al primo censimento del 1869 gli abitanti dell'Argentina erano già un milione e ottocentomila, ma questa cifra era destinata a quintuplicarsi nei cinquant'anni di maggior flusso. Nel 1914 infatti contava 8 milioni di residenti. L'espansione economica e il richiamo ai parenti lontani di chi aveva trovato lavoro, fecero arrivare in Argentina 6 milioni di immigrati; i Piemontesi erano la maggioranza e riuscivano a imporre il loro dialetto persino ai pochi autoctoni argentini. Donato Bosca è stato uno dei primi scrittori piemontesi a dare voce a questi emigranti senza volto, quasi tutti contadini. Questo libro spalanca le porte a un fiume gonfio di memoria, un'epopea della povertà, complessa e ramificata, che ha registrato poche vittorie e ripetute sconfitte. La Merica di cui scrive Donato Bosca ha tradito troppo spesso la speranza. Un'esperienza di andate e di ritorni, di anelli mancanti alla catena del ricordo, una catena di storie vere che raccontano l'esilio e le radici, tutto il sangue di un "seugn" o di un "sueño" di riscatto.