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Luigi Sturzo e gli amici spagnoli. Carteggi (1924-1951) Botti A. (Cur.) - Rubbettino, 2012 - Istituto Luigi Sturzo
Il volume raccoglie i carteggi intercorsi per circa trent'anni tra Luigi Sturzo e 37 corrispondenti spagnoli, dei quali traccia un profilo biografico, recuperando figure anche poco note e, in molti casi, trascurate dalla storiografia del paese iberico. Si tratta di un corpus di quasi 600 lettere, che testimoniano come dall'esilio londinese, poi da quello statunitense, Sturzo seguisse da vicino le vicende spagnole: dalla dittatura di Primo de Rivera al primo franchismo, passando per la Seconda Repubblica e la guerra civile. I carteggi, assieme agli interventi pubblici distribuiti su riviste e giornali di vari paesi, per non dire dei riferimenti alla Spagna nei suoi volumi, mostrano che il sacerdote calatino fu, negli anni Trenta, l'uomo di Chiesa, l'intellettuale e il politico italiano che meglio conobbe e più intervenne con cognizione di causa sulle drammatiche vicende spagnole. Durante la guerra civile, attivo fautore del disimpegno della Chiesa dal sostegno ai militari ribelli e di una soluzione negoziata del conflitto, Sturzo fu tra le poche voci cattoliche fuori dal coro, in sintonia con le posizioni della cosiddetta "terza Spagna" È quanto documenta l'articolata introduzione che, sullo sfondo di un'attenta indagine dell'atteggiamento dell'episcopato spagnolo e della Santa Sede, messi a fuoco anche utilizzando le nuove fonti provenienti dagli archivi vaticani, ricostruisce con dovizia di particolari una stagione decisiva della biografia sturziana.
La laicità nel pensiero politico e giuridico di don Luigi Sturzo Bonaccorsi Orazio - Rubbettino, 2011 - Università
Un Luigi Sturzo inedito. Non solo uomo politico e sociologo, punto di riflessione imprescindibile per comprendere appieno il nostro tempo. Ma anche fine giurista e filosofo del diritto che ha lasciato un contributo fondamentale nella redazione della Carta costituzionale italiana, nella definizione dei rapporti di comuni e regioni con il Governo centrale, nel nuovo modello di relazioni tra Stato italiano e Chiesa cattolica. Celebre è rimasta la definizione sturziana di municipio: "ente concreto" di fronte alle consorterie locali, o la (pre)visione di un'Italia divisa in Regioni con una propria autonomia finanziaria e legislativa e rappresentate a livello centrale attraverso un Senato su base regionale. Ma parlare di Sturzo significa anche parlare di "lungimirante" precursore di una moderna visione dell'Europa, "unita e unitaria", fino al suo slancio, di puro cosmopolitismo popolare, nel far nascere l'Euroafrica. Tutti pensieri e riflessioni che il sacerdote calatino, anche nel periodo dell'esilio, portava avanti con lucida "laicità" e concretezza storica. Che si esprimevano sempre attraverso il metodo democratico del dialogo e della ricerca della mediazione, e mai con impeto autoritario. E, soprattutto, senza mai rinnegare l'ispirazione cristiana derivante da una scelta semplicemente, intimamente etica.