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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Meltemi con argomento Foucault Michel
Il mostro di Foucault. Limite, legge, eccedenza Nuzzo Luciano - Meltemi, 2018 - Linee
Il mostro costituisce il limite di un determinato ordine del discorso e del potere, segnala il punto di crisi dei dispositivi nell'includere, gestire, controllare la differenza. Ma la differenza è mostruosa nella misura in cui pone il pensiero e il linguaggio di fronte ai propri limiti. Tale questione ha carattere riflessivo, riguarda la possibilità di pensare questa indeterminatezza, questo indefinibile a cui il mostro rinvia. La sfida del mostro concerne la stessa pratica filosofica quale pensiero in grado di pensare la differenza singolare e molteplice, senza che tale differenza venga misconosciuta e fraintesa, assoggettata e identificata all'interno di un dispositivo significante, che procede attraverso distinzioni, partizioni, determinazioni. La posta in gioco è alta. Riguarda la possibilità del pensiero di essere critico, pensiero della differenza, pensiero molteplice, in grado di sfuggire alla dialettica della identità e alla sovranità dell'uno. Qui è possibile cogliere il carattere mostruoso del pensiero di Foucault. Un pensiero dell'eccedenza, capace di inquietare e rendere instabile tanto i discorsi che stabiliscono il confine tra identità e differenza, quanto le pratiche di potere che si assumono il compito di governarla.
Il pensiero politico di Foucault Sorrentino Vincenzo - Meltemi, 2008 - Universale Meltemi
Jurgen Habermas ha sostenuto che nell'ambito dei filosofi della sua generazione "votati alla diagnosi del tempo, Foucault spicca come colui che ha saputo sollecitare nel modo più efficace lo spirito dell'epoca (Zeitgeist): non da ultimo grazie alla serietà della sua perseveranza in contraddizioni produttive. Solo un pensiero complesso è in grado di provocare contraddizioni istruttive". Leggere Foucault significa infatti misurarsi con un filosofo il cui contributo al pensiero politico e al dibattito pubblico contemporanei si gioca su molti livelli. Nel suo percorso filosofico gli assi del sapere, del potere e del soggetto si intersecano a più riprese, e rilevanti mutamenti prospettici si avvicendano grazie alla sua "inquietudine nei confronti della realtà" e alla sua capacità di "correggersi costantemente in rapporto alle cose". Foucault delinea, così, i tratti di una pratica critica capace di tenere insieme idee e avvenimenti, governo di sé e governo degli altri, etica e politica, conoscenza e testimonianza, nella convinzione che la critica non possa non mettere in gioco l'esistenza stessa degli individui e che "non esiste un altro punto, originario e finale, di resistenza al potere politico, che non sia nel rapporto di sé con sé".
Lo sguardo di Foucault Cometa M. (Cur.) Vaccaro S. (Cur.) - Meltemi, 2007 - Universale Meltemi
La nozione di sguardo è centrale nel pensiero del filosofo francese Michel Foucault, che la utilizza in molteplici declinazioni del suo discorso: dalla clinica all'estetica, dall'epistemologia alla politica, dall'architettura ai saperi del corpo. Lo sguardo clinico è in azione nella diagnostica, nella tassonomia delle malattie, nella percezione dei sintomi che si esprimono sul corpo del malato. Allo sguardo estetico, quello della cultura visuale ma anche quello della letteratura, è invece affidata la determinazione dei "regimi scopici" di un'epoca (dall'architettura alla pittura, dalla fotografia alle arti figurative) e con essi la forma stessa del discorso letterario che Foucault ha sempre concepito a partire dalla contrapposizione di verbale e visuale. La dimensione epistemologica dello sguardo si concretizza in uno stile di analisi e di critica dei saperi a cui Foucault ha dedicato gran parte della sua riflessione teorica. Nell'interpretazione del "Panopticon" di Bentham, infine, Foucault consegna ai lettori una lucida analisi dello sguardo politico nell'era moderna secondo una prospettiva che le attuali pratiche di controllo e sorveglianza sociale rendono quanto mai cruciale.