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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Vita E Pensiero con argomento Archeologia
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- 9791220065016 Il viaggio di Sofia. Una biografia prenatale in forma di fiaba
- 9788898030538 Monogrammi
- 9788892251731 Di giorno in giorno
- 9788885534292 Gli acrobati
- 9788884214386 Alice nel paese delle meraviglie
- 9788869714658 Freccia verde. Variant
- 9788869714610 Freccia verde
- 9788867908622 GreenWood. Vol. 5: Il segreto del lago
- 9788867671762 Schioppettino
Archeologia classica e postclassica tra Italia e Mediterraneo. Scritti in ricordo di Maria Pia Rossignani Lusuardi Siena S. (Cur.) Perassi C. (Cur.) Sacchi F. (Cur.) - Vita E Pensiero, 2016 - Contributi Di Archeologia
La prematura scomparsa di Maria Pia Rossignani nel 2013 ha privato l'archeologia italiana di un riferimento scientifico e umano di rilievo. Questo volume riunisce i contributi di colleghi, allievi ed amici, che hanno voluto onorare il ricordo della studiosa con un intervento scientifico. L'organizzazione del volume ripercorre i molteplici interessi di Maria Pia Rossignani e le varie tappe del suo percorso scientifico ed esistenziale: ampie sezioni raccolgono contributi sull'area archeologica di Luni e altri siti liguri; su Milano, Brescia, la Lombardia e l'Italia settentrionale; su Malta e Hierapolis di Frigia, siti cui dedicò ampia parte della sua attenzione negli ultimi anni, e su altri ambiti dell'ecumene antica. Vengono affrontate tematiche storiografiche, di topografia, architettura, decorazione architettonica, scultura e pittura; problemi posti da alcune produzioni ceramiche e altre classi di reperti; si presentano indagini di scavo inedite e riflessioni sulle politiche dei Beni Culturali. I contributi spaziano dalla protostoria all'età contemporanea mettendo a disposizione del lettore una rassegna articolata degli attuali indirizzi delle ricerche nel campo dell'archeologia e della storia dell'arte.
Mediolanum e i suoi monumenti della fine del II secolo a.C. all'età severina Sacchi Furio - Vita E Pensiero, 2013 - Contributi Di Archeologia
Milano è nota soprattutto per il periodo che la vide capitale dell'impero, epoca in cui non temeva neppure il paragone con Roma secondo la testimonianza del poeta Ausonio. A tale periodo risalgono le emergenze monumentali meglio conservate della città pagana e cristiana. Quasi nulla, invece, rimane dei grandi edifici eretti nei secoli precedenti. Di questi, nei casi più fortunati, sono sopravvissute le fondazioni o alcune componenti, decorative e strutturali, scampate alla distruzione in quanto riutilizzate come semplice materiale edilizio o reimpiegate con la stessa funzione originaria nelle fabbriche della città tardoantica, cristiana e medioevale. E sono proprio questi disiecta membra a costituire l'oggetto di indagine nel volume: non solo materiali da tempo conosciuti, come il gruppo dei capitelli corinzio-italici da via Bocchetto o il colonnato di San Lorenzo, ma anche i frammenti 'dimenticati' nei depositi del Museo Civico e della Soprintendenza Archeologica della Lombardia, noti solo a qualche addetto ai lavori. L'analisi e la conseguente seriazione cronologica di oltre un centinaio di pezzi offrono l'occasione per tentare di squarciare il velo di nebbia che avvolge l'abitato tra l'avanzato II sec. a.C. e i decenni iniziali del III sec. d.C. e di restituire così un riflesso, seppure pallido, di ciò che doveva essere lo spessore architettonico che caratterizzò Mediolanum, antico caput gentis degli Insubri e uno dei principali abitati della Transpadana in età imperiale.
Palazzo Pignano. Dal complesso tardoantico al «Districtus» dell'«Insula fulkerii» Casirani Marilena - Vita E Pensiero, 2015 - Contributi Di Archeologia
Il volume propone per la prima volta l'edizione completa della ricca documentazione storico-archeologica relativa al complesso tardoantico di Palazzo Pignano (CR), edificato intorno alla metà del IV secolo d.C. sui resti di un più antico edificio probabilmente di II secolo d.C. Situato nella porzione meridionale dell'ager bergomensis, in posizione baricentrica rispetto a città di antica fondazione quali Milano, Bergamo, Brescia, Cremona e Laus Pompeia, in un territorio fertile e ricco di acque, il complesso, formato da una lussuosa villa a padiglioni e da un edificio absidato a pianta centrale (la c.d. 'Rotonda'), si estendeva su una superficie di almeno 6 ettari. Non oltre la metà del V secolo esso fu ristrutturato nelle funzioni e nell'apparato decorativo e la 'Rotonda' venne dotata di fonte battesimale e di banco presbiteriale con seggio distinto. La natura del complesso e la qualità degli elementi decorativi, pur nella loro frammentarietà, indicano l'elevatissima condizione sociale dei committenti, da inserire nel novero di influenti possessores cristiani. In età longobarda la villa, in parziale degrado, fu trasformata - con l'integrazione di strutture in materiale deperibile - in un nuovo complesso residenziale presso il quale si rinvenne un anello sigillare in oro di VII secolo con il nome ARICHIS. La 'Rotonda', con il titolo di pieve di S. Martino, proseguì la propria vita fino all'XI secolo quando, insieme alla sua curtis, risulta dipendente dal vescovo di Piacenza.