Libri di Sabato Cuttrera

Bibliografia di Sabato Cuttrera: tutti i libri in vendita online editi da Abe con argomento Beat

LIBRO   9788872974667

La vedova di Budapest. Beatrice d'Aragona di Napoli. La regina d'Ungheria esiliata a Ischia Cuttrera Sabato  Bascetta A. (Cur.)   -  Abe, 2022

Beatrice fu per l'Ungheria la Regina del Rinascimento, fondatrice dell'aula della Biblioteca Corviniana del marito, amico di Lorenzo de' Medici, il quale si ispirò proprio alla sua collezione per far esplodere il rinascimento fiorentino anche nelle lettere. Quando morì il marito, con il fallimento nelle mani del nuovo Re, Beatrice, la matrigna e la nipote Isabella Duchessa di Milano furono costrette all'esilio sull'isola d'Ischia. Da qui il mito delle 'regine tristi' capeggiate da Giovanna d'Aragona che era anche sorella dell'invasore Ferdinando il Cattolico. Ad ogni modo fu grazie a lui che, liberata Napoli dai Francesi, sire e sirocchie tornarono almeno a Castelcapuano, nel 1502. Seguirono quattro anni di meditazioni, con Giovanna la Vecchia a prorex del fratello al posto dello scalpitante Gran Consalvo, almeno fino al suo arrivo, quando fu accolto nella ormai ex capitale, giunto a prendersi il reame, senza che Beatrice potesse mai più rivedere il trono d'Ungheria. La Regina morì in sobrietà il 13 settembre 1508, senza riavere neppure la sua dote. Il di lei corpo fu sepolto in S. Pietro martire e il suo nome venne scolpito solo su marmo, come il suo volto, immortalato, a 19 anni, da Francesco Laurana, poco prima del favoloso viaggio di nozze. In Ungheria Beatrice porterà con con sé molti dei preziosi tomi miniati dalle botteghe napoletane, trasferendo il Rinascimento alla seconda biblioteca d'Europa. Cinquemila codici realizzati prima del 1500 per una corte che abbandonava messali e corali a favore di libri luminosi e decorati, come quelli sulla vita di Plutarco e di Sant'Agostino, o sul trattato di galanteria che Diomede Carafa scrisse per lei.

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LIBRO   9788872971970

Béatrice de Provence, il testamento di Lagopesole: viaggio da Roma a Melfi sul cocchio di velluto Cuttrera Sabato  Bascetta Arturo   -  Abe, 2025  -  Regine Di Puglia

La Regina Beatrice se ne andò a piedi nudi all'altro mondo, in quel di Lagopesole, nella Valle Basilicata, dopo aver dettato le sue ultime volontà ai tanti presenti al suo testamento, giunti dalla vicina Melfi e oltre. Ella stessa vi scrisse che se essi non avessero potuto prendere parte all'esecuzione di quelle cose, sarebbe bastato che lo avesse eseguito almeno il marito e un paio di loro. E se questi ultimi fossero risultati impediti, sarebbero bastati anche altri che non ti aspetti, sufficienti per l'adempimento delle funzioni del testamento fatto chiudere con il sigillo reale. Così le ultime parole del testamento: - Et si omnes supradicti nollent, vel non possent his exequendis interesse, duo ipsorum una cum dicto Domino et marito nostro, ea nihilominus exequantur. Ad quod si praedictus Dominus et maritus noster nollet, vel non posset commode interesse, tres praedictorum Exequutorum, aliis non exspectatis, sufficiant ad praedicta exequenda. In cujus rei testimonium praesens testamentum sigillo nostro fecimus sigillari. Actum apud Lacumpensilem, in Camera Palatii, anno Domini millesimo ducentesimo sexagesimo sexto, die Mercurii in crastino Beatorum Petri et Pauli Apostolorum, praesentibus et vocatis et rogatis testibus, quorum nomina subscribuntur, videlicet: - B. Dei gratia Archiepiscopo Messanensi. - I. de Aciaco, Decano Meldensi, Regni Siciliae Cancellario. - Gaufrido de Bellomonte, Cancellario Baiocensi. - Magistro Garnero de Villari-bello, Decano S.Petri de cultura Caenomanensi. - Barallo Domino Baucii. - Petro Cambellano Franciae, Furcone de Podio Ricardi Militibus. Così chiude il notaio - Et me Regnialdo de Caziaco, ejusdem Regis Notario publico Provinciae et Forcalquerii, qui de mandato dictae Dominae Reginae praesens instrumentum et testamentum scripsi, et hoc meo signo signavi. Huic autem praesenti instrumento et testamento praefati testes sigilla sua in praedictorum testimonium apposuerunt, excepto meo Reginaldo praedicto, qui solum signo meo usus fui in hac parte...

€ 49.00 € 54.00
LIBRO   9788872974292

Una regina per Buda. La principessa di Napoli e il re d'Ungheria: Beatrice d'Aragona e Mattia Corvino Cuttrera Sabato   -  Abe, 2023  -  Donne Reali E Uomini D'arme

Il Re di Napoli aveva già concesso la mano della figlia al Duca di Ferrara Ercole I d'Este. I patti matrimoniali furono firmati il 1 novembre e nel luglio dell'anno seguente la bellissima Eleonora, nominata Duchessa, fece il suo ingresso in pompa magna a Ferrara. Il matrimonio fu celebrato nel 1473 e vide fra gli invitati Andrea Bentivoglio, il quale si fece accompagnare dal poeta SABATINO DEGLI ARIENTI, con il quale si presentò a Ferrara. Alle nozze di Ercole I d'Este e di Eleonora d'Aragona furono perciò ben presenti. ARIENTI ebbe anche l'onore di essere prescelto per l'orazione a nome della delegazione bolognese. Insomma dovette fare gli elogi al Duca di Ferrara per quel matrimonio di rango così elevato, non mancando di donare agli sposi tri vasi de fin cristallo, folciti de auro et de argento.

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