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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Silvana con argomento Pirandello Fausto
Fausto Pirandello. Il tempo della guerra (1939-1945). Catalogo della mostra (Agrigento, 24 novembre 2013-25 febbraio 2014). Ediz. illustrata D'amico F. (Cur.) Bonani P. (Cur.) - Silvana, 2013 - Cataloghi Di Mostre
Il volume intende documentare per la prima volta in modo puntuale uno dei momenti più rilevanti della ricerca di Fausto Pirandello (1899-1975), che coincide con la seconda guerra mondiale. A documentare questa stagione, che si apre all'indomani della morte del padre, avvenuta nel 1936, sono circa sessanta opere fra dipinti e opere su carta (sanguigne, pastelli, acquarelli), molte delle quali inedite. Questi anni vedono l'artista dedito a un'operosità densa e spesso segnata dal dolore, con opere caratterizzate dal senso d'un oscuro dolore e da una intensa drammaticità, che si pone in sintonia con le punte più avanzate della coeva ricerca romana.
Pirandello. Le nature morte. Catalogo della mostra (Brescia, 20 gennaio-25 marzo 2007). Ediz. illustrata D'amico F. (Cur.) Goldin M. (Cur.) - Silvana, 2007 - Linea D'ombra Libri
In questa mostra, dedicata a uno dei protagonisti del Novecento italiano Fausto Pirandello (1899-1975), si è voluto approfondire un aspetto cruciale, nella sua peculiarità sino ad oggi trascurato dagli studi, della sua produzione: la mostra sarà infatti incentrata sul grande episodio della sua pittura che tratta il genere antico della natura morta. Genere che Pirandello sa profondamente innovare, già a partire dal tempo trascorso a Parigi, sul finire degli anni Venti, ove - vicino ma non mai stretto sodale del gruppo degli "italiens de Paris" - egli ripercorre piuttosto le lezioni già 'classiche' di Picasso, Derain e Braque. Seguirà quindi la straordinaria stagione romana degli anni Trenta, quando la sua figura cresce sino ad attingere quella piena maturità che ne farà uno dei maggiori e devianti interpreti del 'realismo' europeo. Nel dopoguerra infine Pirandello avvicinerà il neo-cubismo prima e l'astratto-concreto di Lionello Venturi poi, ma sempre da uno spalto di personalissima, solitaria, fin scontrosa autonomia di linguaggio.