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- 9788887525168 Storie e ricordi di una Roma di ieri
- 9788886248310 Naked Rome. Ediz. italiana
- 9788882712518 Guía de las obras maestras de la capilla Sixtina
- 9788824010689 Biblioteca casanatense: il museo svelato guida alle collezioni
Orizzonti difficili. Instabilità lavorativa e scelte familiari a Roma Deriu F. (Cur.) - Carocci, 2008 - Biblioteca Di Testi E Studi
Orizzonti difficili: ovvero quelli dei giovani-adulti protagonisti di un'indagine condotta a Roma sul rapporto tra flessibilità/precarietà lavorativa e scelte familiari. Un'indagine finanziata dall'Unione Europea (DG Employment, Social Affairs and Equal Opportunities) che prende in esame le difficoltà dei giovani di costruirsi un progetto di vita in una società schiacciata sulla contingenza del presente, dove montano ansia e incertezza, e si apre una profonda crisi di fiducia che porta uomini e donne a rimandare nel tempo la transizione alla vita adulta: l'uscita dalla famiglia di origine, l'avvio di un'unione stabile e il primo figlio. In questa realtà c'è chi impara a convivere con i cambiamenti, trovando equilibri complessi in condizioni economiche e lavorative instabili, puntando sulla valorizzazione dell'esperienza e sulla realizzazione personale; e chi, invece, rimane vittima della "trappola della precarietà": una trappola dalla quale è difficile svincolarsi, perché tende ad autoalimentarsi col trascorrere del tempo. E tuttavia, gli orizzonti dei giovani-adulti di oggi sono senza alcun dubbio appannati, sfocati; ma non impossibili. Le politiche possono costituire uno strumento privilegiato per trasformare gli orizzonti difficili in orizzonti possibili.
La logica del confine. Per un'antropologia dello spazio nel mondo romano De Sanctis Gianluca - Carocci, 2015 - Biblioteca Di Testi E Studi
Il confine, qualunque esso sia, rappresenta il simbolo delle relazioni che una comunità stabilisce al suo interno e con lo spazio circostante; costruire un confine significa separare, ma anche creare, inventare un luogo e dotarlo di regole proprie; esso costituisce, se così si può dire, l'atto di fondazione di una cultura. Per rendere sicuri e inviolabili i loro confini i Romani hanno scelto la via della "sacralizzazione" o addirittura della "divinizzazione". In questo modo essi hanno tentato di sottrarre, almeno idealmente, i confini all'eventualità della rimozione, della revocabilità o della negazione a cui sono, per loro natura, esposte tutte le creazioni umane. Per questo le morti sul o per il confine non possono che essere paradigmatiche e ammonitrici. Dalle storie che le raccontano, infatti, si dipartono fili che attraversano e legano tra loro alcuni nodi fondamentali della cultura romana, quali il rapporto con gli dèi, la costruzione dello spazio, il valore performativo dell'immagine, la nascita della legge, le regole del potere; nodi che permettono di cogliere nella loro complessità non solo il significato di questi racconti, ma anche le ragioni di quella sorta di "ossessione" per i confini che costituisce senza dubbio uno dei caratteri più originali dell'antropologia romana.