Libri di Michele Donno
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Alberto Simonini socialista democratico. Da operaio a ministro della Repubblica (1896-1960) Donno Michele - Rubbettino, 2010
La figura di Alberto Simonini è ancora viva non solo nella memoria di parenti e amici, ma anche in vasta parte della popolazione emiliana. Per questo, nel cinquantesimo anniversario della sua prematura scomparsa, si è inteso, attraverso la costituzione di un Comitato, riproporre con una celebrazione il ricordo della sua vita e delle sue opere. Questo volume è una biografia politica dell'illustre personaggio. Infatti, da operaio, militante e dirigente sindacale, antifascista e componente del Comitato di Liberazione Nazionale, sino agli incarichi di segretario del Partito socialista dei lavoratori italiani e di ministro della Repubblica, Alberto Simonini ha compiuto un percorso di vita e di lavoro coerente, impegnato, generoso. Ed è questo l'aspetto che ancor oggi è testimoniato dalle opere che seppe edificare. A fianco all'impegno politico e parlamentare, che si espresse anche nell'azione governativa, Alberto Simonini promosse iniziative benefiche e sociali di grande rilevanza nazionale. Tali furono l'Opera benefica "Camillo Prampolini" e il Centro di addestramento professionale, poi a lui intitolato, che, sin dagli inizi degli anni Cinquanta, hanno svolto un ruolo sociale e culturale di primo piano. In queste opere egli traduceva l'insegnamento morale di Camillo Prampolini e degli apostoli del socialismo: umanitarismo, solidarismo, giustizia sociale. (Presentazione di Giuseppe Amadei)
Storia dei socialisti democratici italiani. Dalla scissione di Palazzo Barberini alla riunificazione con il PSI (1945-1968) Donno Michele - Rubbettino, 2018 - Saggi
«La storia ha dato loro ragione», si potrebbe affermare, leggendo i due volumi di Michele Donno, dedicati alla vicenda politica dei Socialisti democratici italiani nel primo ventennio di costruzione della Repubblica, "Socialisti democratici. Giuseppe Saragat e il PSLI (1945-1952)" e "I socialisti democratici italiani e il centro-sinistra. Dall'incontro di Pralognan alla riunificazione con il PSI (1956-1968)", pubblicati rispettivamente nel 2009 e nel 2014 ed ora riuniti in questo cofanetto. Ed infatti, i motivi allora al centro della visione di Giuseppe Saragat e dei socialisti democratici (europeismo e atlantismo, riformismo socialista e alleanza con i cattolici, americanismo e anticomunismo, economia sociale di mercato per la tutela delle fasce meno abbienti, sostegno ai ceti medi, unità e autonomia dei socialisti), a lungo negletti e criticati dalle maggiori forze politiche, soprattutto di sinistra, hanno mostrato nel tempo validità e fondatezza, a tal punto che oggi si possono riproporre come tematiche centrali nella discussione politica in Italia e per un rinnovamento radicale della visione culturale della sinistra, in crisi di identità e alla ricerca di radici.
Socialisti democratici. Giuseppe Saragat e il PSLI (1945-1952) Donno Michele - Rubbettino, 2009 - Saggi
La storia del socialismo democratico italiano è parte di quella del socialismo europeo. La figura di Giuseppe Saragat risulta centrale nella maturazione in Italia delle idee socialdemocratiche, ispirate all'insegnamento di Filippo Turati e dei socialisti riformisti italiani. In questo processo, decisiva fu nel 1947 la costituzione del Partito socialista dei lavoratori italiani, nato dalla scissione di Palazzo Barberini e divenuto portatore di quelle idee, proprie del socialismo democratico europeo, che, partendo dal ceppo antico del marxismo, interpretavano, nella moderna società capitalistica, la lotta per la giustizia e il progresso sociale, attraverso la realizzazione costante di istituti e di una legislazione a vantaggio non solo dei ceti proletari, ma anche del vasto settore dei ceti medi, trovando spesso l'incontro con i principi della cultura liberale. Nella difficile temperie culturale della sinistra italiana nel dopoguerra, i socialisti democratici italiani furono impegnati in una dura battaglia, fatta anche di grande respiro e resistenza morale. Saragat ne fu il portabandiera, promuovendo l'incontro con Alcide De Gasperi e il mondo cattolico per salvaguardare le istituzioni della rinata democrazia liberale.