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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Ediz Storia E Studi Sociali con argomento Sicilia Storia
Cristiani e musulmani nella Sicilia normanna Raffaele Ferdinando Ruta Carlo Tusa Sebastiano - Ediz. Storia E Studi Sociali, 2015 -
Tre saggi brevi sui rapporti complessi che intercorsero tra cristiani e musulmani nel Regnum Siciliae degli Altavilla. Le prospettive prescelte sono essenzialmente tre: quella storico-linguistica, esaminata da Raffaele, quella etnico-religiosa, analizzata da Ruta, e quella tecnico-scientifica, presa in esame da Tusa. I testi sono corredati da un ampio apparato iconografico su alcuni aspetti materiali e culturali della Sicilia in epoca normanna.
La Sicilia nel 1876. Le condizioni politiche e amministrative Franchetti Leopoldo - Ediz. Storia E Studi Sociali, 2013 - Questioni Storiche
Alla sua uscita, nel 1877, il testo di Leopoldo Franchetti non suscitò molti entusiasmi nell'opinione pubblica. Ma le riflessioni dello studioso toscano sono divenute un punto di riferimento negli studi sul fenomeno mafioso, e tanto più oggi rivelano la loro lungimiranza. In un'epoca in cui le analisi di Tocqueville sulla democrazia americana appaiono indebolite dalle derive oligarchiche di questa nazione, la lucida analisi di Franchetti non sembra più in sintonia con un mondo soggetto a derive mafiose che appaiono inarrestabili? Da decenni si parla di "meridionalizzazione" del Nord, per sottolineare l'importanza crescente assunta dal "modello siciliano". In realtà, sembra proprio che ovunque valga la triste legge di Gresham: la moneta cattiva scaccia sempre quella buona. Se Tocqueville fu allora il profeta del secolo americano, Franchetti non fu, per certi versi, il profeta delle derive criminali del nostro tempo?
Nel regno della mafia. Dai Borboni ai Sabaudi Colajanni Napoleone Fulvetti G. (Cur.) - Ediz. Storia E Studi Sociali, 2014
1900, la mafia è in Parlamento. A Milano si celebra il processo per l'omicidio di Emanuele Notarbartolo, ex-sindaco di Palermo ed ex-direttore generale del Banco di Sicilia, ucciso a coltellate nel 1893, su un treno, lungo la tratta Palermo-Termini Imerese. Il mandante è Raffaele Palizzolo, deputato siciliano, mafioso e amico di mafiosi. La mafia diventa per un biennio una questione nazionale. Napoleone Colajanni, ex-garibaldino, mazziniano, parlamentare repubblicano, scrive a caldo un libro che intitola "Nel Regno della Mafia", nel quale denunzia i depistaggi, le aderenze di Palizzolo, i legami tra mafia e politica, e chiama sul banco degli imputati lo Stato italiano, reo di aver legittimato la violenza mafiosa, facendone uno strumento di lotta politica. Una lettura di parte, certo, tutta piegata sulla difesa della Sicilia e dei siciliani, ma che dopo oltre un secolo mantiene una grande attualità, poiché ci aiuta a capire perché la mafia è ormai vecchia quanto lo Stato italiano, oltre 150 anni, e perché nonostante i grandi risultati raggiunti dall'antimafia nell'ultimo ventennio, abbiamo a che fare con una questione criminale che è stata e resta una questione nazionale.