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We are the revolution contemporary art collecting in Italy. Catalogo della mostra (Piacenza, 1 febbraio-24 maggio 2020) Fiz Alberto - Silvana, 2020 - Arte Contemporanea
We are the revolution contemporary art collecting in Italy. Catalogo della mostra (Piacenza, 1 febbraio-24 maggio 2020) - Silvana
La Rivoluzione siamo noi. Collezionismo italiano contemporaneo. Catalogo della mostra (Piacenza, 1 febbraio-24 maggio 2020). Ediz. a colori Fiz A. (Cur.) - Silvana, 2020 - Arte
Il volume, a cura di Alberto Fiz, indaga l'esperienza del collezionismo privato, attraverso una ricca selezione di oltre 150 opere provenienti da diciotto raccolte di arte contemporanea, tra le più importanti in Italia. Dipinti, sculture, installazioni, fotografie e video svelano ciò che il collezionista rappresenta: non un semplice acquirente di opere d'arte, ma l'artefice di un mondo, di un progetto che cresce grazie alla sua personalissima sensibilità. Nell'aprire le porte a queste raccolte private, il mecenate del terzo millennio assume anche un ruolo da protagonista nel panorama culturale odierno offrendo un'occasione unica per far conoscere capolavori altrimenti nascosti. Da Piero Manzoni a Tomás Saraceno, da Marina Abramovic a Maurizio Cattelan, il volume propone un grande affresco collettivo, una 'collezione delle collezioni' legata alla passione e al gusto del nostro tempo.
Politics 1956-1976. Nuove identità dell'arte italiana. Catalogo della mostra (Gemonio, 25 novembre 2017-24 marzo 2018; Iseo, 2 marzo-14 aprile 2019). Ediz. a colori Fiorucci L. (Cur.) Gatti C. (Cur.) Montrasio R. (Cur.) - Silvana, 2018 - Montrasio Arte
A Milano, un altro realismo aveva cominciato a scavare sentieri rupestri sui volti e nei cuori di uomini affranti. Il Realismo esistenziale di Vaglieri, Romagnoni, Ferroni, Ceretti, Bodini, Banchieri, Guerreschi aveva iniziato ad arrotare coltelli da mattatoio per affettare le scene del loro scontento. Dalle macerie del secondo conflitto, uscirono sussurri e grida di una generazione di autori che, raccogliendo i modi di una pittura sociale avviata da Migneco e poi da Brindisi, ne fecero una forma di testimonianza viva e patita. Confluirono nel loro istinto grafico molte influenze: il lascito dell'Espressionismo tedesco o del Realismo messicano, i margini neri, tetri e aguzzi di Sironi e le ricerche parallele dei colleghi francesi del gruppo La Ruche. Ciò che li distingueva da tutti - nei loro squarci di quotidianità disperante, interni rustici, corpi feriti, banchi lividi di macelli, oggetti di una mediocrità spietata - non era tuttavia la semplice adesione sentimentale alle tragedie dell'umanità, ma la profonda comprensione storica di ogni evento. Il loro essere dentro la storia, dentro le miniere, nei campi riarsi della Sicilia, sul fronte di ogni guerra reale o psicologica, fra le vittime di ogni violenza corale o domestica, li poneva in una posizione di analisi privilegiata, facendo delle loro stesse opere un'arma d'accusa, una prova incontrovertibile.