Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Carocci con argomento Levi Primo
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791298623309 17 anni a maggio. Dario, Simone, Giulia e Sofia
- 9791282519090 Sai di vento
- 9791282383103 Casa Galilei. Ateismo di un grande uomo. Dialoghi presunti
- 9791282232845 L'amore come l'arte. Un viaggio tra parole e versi nell'arte di amare
- 9791282176248 La bambina che salvò il voto
- 9791281966499 Facciamo che eravamo astrofisici. Ediz. a colori
- 9791281917583 Alla donna di grazia
- 9791281409088 L'evento
- 9791281000872 Tavole a tavola
- 9791280973108 Il sapore del buio
Muselmanner Destefani Sibilla - Carocci, 2021 - Lingue E Letterature Carocci
Dalle pagine di "Se questo è un uomo" emerge una figura dal volto incerto e dai contorni slabbrati che svetta sopra il romanzo. È il Muselmann, l'uomo «in disfacimento», colui (ma anche colei) che ha così tanto sofferto da perdere i propri connotati umani. Ponendo un quesito prima ritenuto impensabile, Primo Levi si chiede: costui è ancora un uomo? Costei è ancora una donna? Nonostante la centralità nella geografia del lager attribuitagli da Levi - «sono loro, i Muselmänner, i sommersi, il nerbo del campo» -, gli studi al riguardo sono pochi e limitati. L'ipotesi su cui si basa invece questo volume è che il vero protagonista nascosto dell'opera sia proprio il Muselmann, il quale determina il sovvertimento di due miti fondanti della civiltà occidentale: la narrazione della Genesi e il mito di Ulisse nella versione dantesca. Le figure edeniche di Adamo ed Eva vengono sostituite dal Muselmann, dal non-uomo, che ne capovolge le caratteristiche fisiche, biologiche e psicologiche. Lo stesso avviene con l'Ulisse del canto XXVI dell'Inferno, simbolo della fede incrollabile nel progresso tramite il sapere; una fede destinata a spegnersi proprio ad Auschwitz.
La memoria dei salvati. Elie Wiesel e Primo Levi di fronte agli oppressori Greco Fausto Maria - Carocci, 2020 - Lingue E Letterature Carocci
All'inizio degli anni Sessanta, a bordo di un autobus a Tel Aviv, un ex deportato riconosce in un altro passeggero il suo vecchio kapò ad Auschwitz. Il desiderio di rivalsa del sopravvissuto, protagonista del racconto di Elie Wiesel intitolato Una vecchia conoscenza, resta però insoddisfatto. Trent'anni più tardi, in un libro di memorie lo scrittore e premio Nobel di origine romena fa riferimento all'episodio del confronto con l'ex kapò in modo nuovo: tra le due versioni della vicenda si sviluppa la riflessione di Wiesel sulla memoria della Shoah, sulla scrittura di testimonianza e di invenzione, sui sentimenti di collera e di vergogna che animano i sopravvissuti ai campi di sterminio e i loro figli. Anche Primo Levi affronta il problema della memoria del sopravvissuto e in Vanadio, penultimo testo del Sistema periodico, narra del dialogo a distanza intrattenuto con il funzionario tedesco responsabile del laboratorio di un sottocampo del lager di Auschwitz, in cui lo scrittore ed ex deportato italiano ha lavorato per alcuni mesi nel 1944. Così Elie Wiesel e Primo Levi, tra i più autorevoli interpreti del discorso sulla Shoah, narrano in chiave autobiografica il confronto tra oppressi e oppressori nel Dopoguerra, ragionando di acquiescenza e contaminazione del male, di responsabilità personale e collettiva, di bisogno di giustizia e verità.
Il chimico libertino. Primo Levi e la babele del lager Franceschini Fabrizio - Carocci, 2022 - Lingue E Letterature Carocci
Primo Levi ha spesso sottolineato la sua curiosità per la linguistica, che l'ha accompagnato fin dall'infanzia e dall'adolescenza, quando già si interessava alla grammatica latina e all'etimologia. Ma la sua vocazione sarebbe rimasta, forse, a un livello modesto e disinteressato se non avesse dovuto affrontare l'esperienza terrificante, ma anche straordinariamente fortificante, di Auschwitz. Il valore delle lingue per la vita o la morte nel Lager, il caos babelico e l'ordine, l'uso di Dante e dei classici per salvarsi, raccontare, ripensare la sopravvivenza, il rigore nella scelta delle parole e l'attenzione alle parlate del suo mondo di ebreo piemontese, il rinnovamento del proprio linguaggio nell'Italia degli anni 1960-70 sono solo alcuni dei temi di questo libro, che ripercorre l'opera di Levi e le importanti pagine da lui dedicate, in modo insieme "libertino" e competente, all'uso di lingue, parole e segni.