Libri di Fari

Bibliografia di Fari: tutti i libri in vendita online editi da Morellini con argomento Cinematografia

LIBRO   9788862983259

Il quadro che visse due volte. Come l'arte influenza il cinema. Ediz. illustrata Farinotti Rossella   -  Morellini, 2014  - 

Hitchcock, Visconti, Ford, Dreyer, Saura, Scott, Minnelli, Kubrick. Sono registi, maestri assoluti. La loro estetica è riconoscibile e magica. Fotogrammi che si assestano nella memoria di chi li ha visti, e lì rimangono. E poi la cultura di oggi, da Mario Schifano a Andy Warhol, da Kim Ki Duk a David Lynch. Perché questi autori si sono affidati ad altri maestri, quelli della pittura, hanno riconosciuto la prevalenza di quell'arte nobile e hanno portato, nei loro film, quel grande valore aggiunto. Hitchcock ha esplorato Hopper e Dalì: l'inquietante casa di "Psycho" e le immagini oniriche di "Io ti salverò". Visconti ha attinto da Hayez: il famoso bacio in "Senso". "Il gladiatore" di Ridley Scott è semplicemente un dipinto di Gerome. Kubrick ha "ricostruito" gli inglesi del Settecento, come Hogarth, in "Barry Lindon" e mostrato opere contemporanee (Brancusi o Mei Ramos) in Arancia meccanica. John Ford ha "rifatto" Remington, gran pittore del west in "Sentieri selvaggi". Saura anima Goya ("La fucilazione sulla montagna") nel suo "Goya". I personaggi di Dreyer in "Dies ira" e scendono letteralmente dai quadri di Rembrandt. Artisti come quelli citati, applicati ai film: dunque "scenografi" strepitosi, irripetibili, non più rintracciabili. Non sarebbero bastati... gli Oscar. Introduzioni di Marco Meneguzzo e Giancarlo Zappoli.

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LIBRO   9788862980944

Storie di cinema Farinotti Pino   -  Morellini, 2010

Un viaggio tra i grandi temi del cinema di ieri e di oggi in compagnia di una voce decisamente fuori dal coro. Una raccolta di saggi che uniscono la precisione del critico alla fantasia del romanziere e vincono la sfida di rimanere sempre, programmaticamente,"dalla parte del pubblico". Tutte le storie sono già state inventate così come tutti i codici dominanti, e non è stato il cinema a inventare e raccontare per primo. Il nodo è proprio questo: il pericolo che al cinema vengano attribuite paternità che appartengono ai maestri legislatori di altre epoche, quando il cinema non c'era. Ne "Gli invincibili" Virginia Gray e Gary Cooper sono straeleganti, lei ha un abito da sera degno di Versailles, eppure sono su un fiume della Virginia nel 1765, sulle sponde ci sono foreste e indiani. Lei dice "...se ti guardo negli occhi vedo orizzonti, vedo montagne inesplorate e l'infinito. La tua vita è là, come quella dell'aquila è nel cielo." Non c'è scena più fasulla ma raramente il cinema presenterà un maggiore incanto. Parto dalla mia stucchevole affermazione (e riaffermazione) rispetto al cinema italiano di adesso: la posizione dell'innamorato tradito perché c'era un tempo in cui eravamo i più bravi, mentre adesso...

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