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Cittadini dimezzati. I profughi trentini in Austria-Ungheria e in Italia (1914-1919) libro
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LIBRO   9788815278425

Cittadini dimezzati. I profughi trentini in Austria-Ungheria e in Italia (1914-1919) Frizzera Francesco   -  Il Mulino, 2018  -  Istituto Storico Italo-Germ. Quaderni

Furono 105.000 i civili evacuati con la forza dal Trentino allo scoppio della Prima guerra mondiale. Di questi, 76.000 vennero sfollati dall'esercito asburgico e inviati nelle regioni interne dell'Impero. Altri 29.000 vennero allontanati dall'esercito italiano, che aveva occupato la porzione meridionale del Trentino, e ripartiti in tutte le province del Regno d'Italia. L'esperienza degli sfollati in Austria apre il velo sugli articolati meccanismi di fedeltà che caratterizzano le popolazioni di confine dell'Impero. Questa complessità, ignorata dalle autorità militari, portò a trattamenti discriminatori nei confronti dei profughi. Lo Stato, dopo aver chiesto ai propri cittadini in guerra sacrifici estremi, si dimostrava diffidente e incapace di tutelarli. Le autorità asburgiche perdevano così, agli occhi dei profughi, la propria legittimità. L'esercito italiano e i prefetti si trovavano ad amministrare nel frattempo i «fratelli redenti», che nella vulgata patriottica venivano descritti come anelanti al ricongiungimento con la madrepatria. Tuttavia, nel gestire i civili trentini, optarono per lo spostamento forzato di popolazione e misero l'accento sul controllo, anziché concentrarsi sull'assistenza. Si delineava così un primo incontro traumatico tra lo Stato italiano e quelli che sarebbero diventati i nuovi cittadini del Regno. In entrambi i casi, si narra la vicenda di «cittadini dimezzati». I trentini, troppo austriaci agli occhi dell'esercito italiano, non vengono accolti come fratelli da salvare, ma come compatrioti sub iudice. Al contempo, in Austria perdono alcune libertà civili, in quanto percepiti come troppo italiani. In entrambi i casi le autorità militari decisero di allontanare con la forza i civili, inaugurando un modus operandi che diventerà ricorrente nel Novecento europeo.

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LIBRO   9788815067661

La prima estate di guerra Frontali Gino   -  Il Mulino, 1998  -  Intersezioni

Gino Frontali compose subito dopo la guerra questa breve memoria rielaborando diari e lettere scritti al fronte. L'autore ricorda inizialmente il suo periodo di istruzione militare e, vissuta da soldato, l'atmosfera di incertezza e attesa della guerra che precede il maggio del 1915. Nominato sottotenente medico, il 20 maggio (quattro giorni prima dell'inizio delle ostilità) parte per la linea del fronte in Cadore: prima a Santo Stefano di Cadore, poi nella zona del Seikofl. Il racconto comprende i mesi estivi del 1915.

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