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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Quodlibet con argomento Celati Gianni
Una cineasta delle riserve. Gianni Celati e il cinema Gimmelli Gabriele - Quodlibet, 2021 - Quodlibet Studio. Dietro Lo Specchio
Gianni Celati è uno scrittore cinefilo. Dai primi romanzi, ispirati alle slapstick comedies di Buster Keaton e Laurel & Hardy, fino ai saggi dedicati ai registi più amati (Antonioni, Wenders, Fellini), non ha mai smesso di indicare nel cinema un ingrediente fondamentale della propria poetica. Passato dietro la macchina da presa, ha realizzato un pugno di film singolari e inclassificabili, a metà strada tra fiction e non-fiction: fra questi, Strada provinciale delle anime (1991), Case sparse. Visioni di case che crollano (2003), Diol Kadd. Vita, diari e riprese in un villaggio del Senegal (2010). Alternando documenti inediti e testimonianze di amici e collaboratori, ricostruzioni storiche e puntuali analisi dei singoli film, Gabriele Gimmelli ripercorre il rapporto fra Celati e il cinema: la genesi delle opere, i progetti non realizzati, le collaborazioni artistiche e umane con Carlo Gajani, Luigi Ghirri, Giuliano Scabia, Alberto Sironi. Sullo sfondo, costante, la scommessa di una letteratura in grado di superare se stessa, capace di trasformarsi in voce, gesto o immagine. La sfida coraggiosa di uno dei maggiori e al tempo stesso inafferrabili narratori italiani d'oggi.
La dignità di un mondo buffo. Intorno all'opera di Gianni Celati Iacoli Giulio - Quodlibet, 2011 - Quodlibet Studio. Lettere
Come guardare, oggi, all'opera multiforme di Gianni Celati? Ripensando al quarantennio e più di scritture narrative, critiche, filmiche, il libro intende offrire un ritratto dell'autore composito e aperto, contribuendo a inaugurare o far ripercorrere diversi sentieri dell'interpretazione. Dalle comiche degli esordi alle "etnocomiche", dalla stagione dominata da uno sguardo malinconico ai nuovi cimenti con la narrazione dell'inenarrabile genus italicum, il mondo celatiano viene esplorato con l'intento di saggiarne i tratti innovativi e spiazzanti, i vari contenuti salienti. All'analisi preliminare delle forme e delle tecniche nel tempo si affianca così una necessaria indagine a carico dei temi, intesi come elementi di profondità in grado di segnalarci la lunga fedeltà dello scrittore verso specifiche questioni morali e cognitive, sottese alla superficie buffa. Ne viene una riconsiderazione dell'opera in forma di estesa rimodulazione parodica, rispecchiamento ora deformante e spassoso, ora critico e dolente, dei testi della tradizione come di sentimenti diffusi nel presente: le voci di un mondo che Celati non ha mai smesso di interrogare e ascoltare.
L'ascolto di una tradizione. Gianni Celati e l'Ulisse di Joyce Giorgio Simone - Quodlibet, 2025 - Quodlibet Studio. Lettere
«Un itinerario dal semplice al complesso»: così Gianni Celati definisce l'Ulisse di Joyce, e con le stesse parole si potrebbe descrivere il suo rapporto polimorfo e stratificato con il modernismo. Tra i tanti legami fra Celati e la produzione modernista, questo saggio sceglie di indagare il suo rapporto con il capolavoro di Joyce. Le riflessioni di Celati su questo romanzo intercettano vari indirizzi di ricerca contemporanei: visualità, oralità, parodia, regressione - tutti temi tipici dell'autore, e di fondamentale importanza nella riflessione letteraria del XX secolo, dal modernismo a oggi. Quella con l'Ulisse è d'altronde una relazione che puntella in più tappe l'intero percorso intellettuale di Celati, che si laurea con una tesi su Joyce nel 1965 e traduce Ulysses per l'Einaudi nel 2013. Non sorprende, dunque, che il nome dell'irlandese compaia nelle riflessioni sul comico e sul carnevalesco nella stagione degli anni Settanta. Per Celati, quella di Joyce è una regressione parodizzante, in aperta opposizione alla razionalistica e autoritaria civiltà borghese; una regressione che, mentre mette in scena il crollo del sapere occidentale, lo libera da dogmi e costrizioni. Proprio la capacità di porsi in dialogo con la stagione del primo Novecento, e con Joyce in particolare, rende Celati uno scrittore-saggista così importante: nella consapevolezza, come ha scritto lui stesso, «che l'ascolto di una tradizione e l'ascolto di una forma di pazzia siano la stessa cosa».