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Arte e medicina. Le suggestioni di una grande collezione libraria. Ediz. illustrata. Con CD-ROM Garavaglia G. (Cur.) Spagnolo Martella D. (Cur.) Bora G. (Cur.) - Skira, 2005 - Collezioni
Il volume presenta la straordinaria collezione libraria riunita da Emilio Alfieri (Milano 1874-1949) e ora appartenente all'Università degli Studi, composta da 5.600 volumi, cui si affiancano un migliaio circa di opuscoli e altrettanti numeri di periodici. I titoli precedenti l'anno 1800 sono circa 32.200: 39 incunaboli, 674 cinquecentine, oltre 600 secentine e circa 800 opere del Settecento. Di particolare rilievo, nella parte "antica", la sezione Pliniana, e quella dedicate ad Aristotele, a Celso, a Ippocrate, a Galeno, a Ovidio. Non mancano i lavori di medicina del tardo Medioevo e della prima età moderna; Avicenna, il drammaturgo e studioso di magia Giovanni Battista Della Porta, l'anatomista Giovanni Battista Morgagni, il notissimo Paracelso.
Una storia del libro. Dalla pergamena a Ambroise Vollard. Ediz. illustrata Gualdoni Flaminio - Skira, 2008 - Biblioteca D'arte Skira
"Si può definire libro un insieme concluso di fogli che fanno da supporto a un testo manoscritto o stampato, oppure un insieme di fogli legati insieme, oppure un oggetto dotato di caratteristiche di pregio tali da farne un'opera artistica. Taluni ne sottolineano il carattere di riproduzione multipla del testo, dunque di divulgazione; altri ancora la trasportabilità. Nel primo caso l'accento è sulla parola, nel secondo sul materiale, nel terzo sulla qualità estetica primariamente visiva e tattile del libro. Negli altri si dice di funzione d'uso e, letteralmente, di scambio. Ma il libro è sempre libro. È affare di storici e sociologi, religiosi e laici, economisti e filologi, collezionisti e commercianti, scrittori e artigiani, pittori e piromani. È genio distillato e mercatura brutale. Talvolta viene abbandonato sul sedile di un treno, talaltra scambiato, molto spesso rubato - o non restituito, forma meravigliosa di furto senza peccato e senza colpevolezza - oppure al contrario conservato così gelosamente che l'idea stessa di possesso sostituisce lo sguardo. È dono elevato a potenza, anche, perché dono di sé e d'altri. Ogni volta le sue fattezze, pur restando identiche, mutano. Qualche volta - non sempre - il libro è anche del lettore."