Libri di Cur Galassi
Bibliografia di Cur Galassi: tutti i libri in vendita online editi da Aguaplano con argomento S
Sassoferrato. Dal Louvre a San Pietro. La collezione riunita. Catalogo della mostra (San Pietro in Perugia, 8 aprile-1 ottobre 2017). Ediz. illustrata Galassi C. (Cur.) - Aguaplano, 2017
Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato, «un quattrocentista smarrito nel Seicento» secondo la definizione di Adolfo Venturi, è il protagonista di una grande esposizione nel Complesso monumentale di San Pietro in Perugia. Dopo duecento anni viene finalmente riunita la sequenza di diciassette opere realizzate per l'abbazia, grazie al prestito della stupefacente «Immacolata Concezione» del Louvre, requisita nel 1812 da Dominique-Vivant Denon, «occhio di Napoleone» e primo direttore del museo parigino. Un'occasione storica e irripetibile per approfondire la figura del Salvi, erede di Raffaello e Perugino in dialogo con le istanze barocche e naturalistiche del suo tempo. Documenti inediti e fonti d'archivio forniscono nuovi dettagli sulla vita dell'artista e sull'ambito delle sue committenze, mentre capolavori provenienti da musei e collezioni private entrano in un serrato confronto con i Tesori della Galleria d'Arte di San Pietro, con opere dello stesso Pietro Vannucci e dello Spadarino.
Naturalia e artificialia. Musei, raccolte e collezioni dell'Università degli Studi di Perugia. Ediz. a colori Galassi C. (Cur.) - Aguaplano, 2019
"Naturalia e artificialia. Musei, raccolte e collezioni dell'Università degli Studi di Perugia", a cura di Cristina Galassi, documenta il lavoro svolto in questi ultimi anni dall'Università degli Studi di Perugia e dal Centro d'Ateneo per i Musei Scientifici: in particolare dal 2014 al 2019 sono stati inaugurati nuovi allestimenti e/o strutture espositive, come la Gipsoteca Greca e Romana, il Museo di Anatomia Umana, la Galleria di Matematica, la nuova serra delle xerofite dell'Orto Botanico e il Laboratorio di Scienze Veterinarie e Zootecniche. Sale così a otto il numero delle strutture espositive dell'Ateneo regolarmente aperte al pubblico nel corso di tutto l'anno. Il recente intervento di pulitura e restauro delle collezioni di calchi in gesso della Gipsoteca Greca e Romana ha messo a disposizione dell'Ateneo e dell'intera comunità un patrimonio artistico e culturale di straordinario interesse. Sì è dunque costituito un polo museale universitario in città - che va ad aggiungersi alla superficie fruibile dell'Orto Medievale e dell'Orto Botanico localizzati presso il complesso abbaziale di San Pietro - rendendo pienamente disponibile a un ampio pubblico una raccolta di calchi preziosa, patrimonio comune della cultura europea nei cui spazi sono stati già organizzati eventi di assoluto rilievo come la preview di un'opera di Andy Warhol. Il libro, che vuole raccontare la realtà attuale dei musei e delle raccolte dell'Università degli Studi di Perugia, è realizzato in carta e cartoncino Oikos Fedrigoni, ottenuti con l'utilizzo del 50% di fibre di riciclo conformi alla direttiva FSC-DIR-40-004 e il 50% di pura cellulosa certificata FSC. Un volume in carta riciclata che è in linea con un'idea di Università per lo Sviluppo Sostenibile alla quale l'Ateneo di Perugia ha lavorato molto e con orgoglio in questi anni.
Umbria napoleonica. Storia, arte e cultura nel dipartimento del Trasimeno (1809-1814) Galassi C. (Cur.) Coletti C. (Cur.) - Aguaplano, 2012 - Biblioteca. Memoria
La consapevolezza della dimensione europea delle problematiche nazionali non manca di riflettersi sugli studi dedicati al periodo napoleonico e, più in generale, alla complessa temperie dei primi anni dell'Ottocento, laddove l'interesse continua a investire sì le singole vicende nazionali, ma queste vengono inquadrate nel contesto di un modello, come dire, "europeo", pur se di matrice imperiale: un modello che dalla Francia doveva essere esteso per unificare, volenti o nolenti, i paesi del vecchio continente. Questo libro si propone di ampliare le prospettive di conoscenza sul Dipartimento del Trasimeno nel periodo che va dal 1809 al 1814. Si è tentato così di offrire un quadro interdisciplinare della regione in relazione alle dinamiche innescate localmente dalla dominazione francese, ma anche e soprattutto dell'Umbria napoleonica come work in progress, spesso imprevedibile per gli stessi protagonisti "periferici" di quegli anni convulsi.