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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Silvana con argomento Marotta Gino
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- 9791257830113 Michel Vaillant. Nuova serie. Vol. 14
- 9791256210510 Flavor girls. Ediz. italiana
- 9791221224245 Woody Allen dall'inizio alla fine. Un anno sul set con un grande regista
- 9788887853667 Inconfondibilmente gatti
Gino Marotta. Amore amore. Catalogo della mostra (Milano, 21 aprile-24 luglio 2009). Ediz. illustrata Masoero Ada Russoli Franco - Silvana, 2009
Sul finire degli anni sessanta, Gino Maretta affianca al lavoro sulla "natura artificiale" una nuova riflessione sulla storia dell'arte antica. Lo fa nel ciclo "Amore mio", per il quale sceglie solo figure femminili, che ricava guardando ora a Cranach, ora a Ingres, ora ad Hayez o a Tiziano, e che traduce in immagini inedite, "plastificate" e virate da una cromia artificiosa, in cui le figure entrano in cortocircuito con i materiali a cui via via vengono abbinate: ne è prova la sequenza delle Bagnanti di Ingres, delle Carlotta Chaber - la ballerina callipigia ritratta da Hayez sotto le sembianze di una Venere che gioca con le colombe -, delle Veneri di Lucas Cranach. Sono dipinti dalle forme fantasmatiche con smalti serigrafici dai colori acidi che si servono per di più come supporto di lastre ossidate di ferro, di zinco o di metacrilato: apparizioni, di cui si indovinano con difficoltà i contorni ma che restano tuttavia ben riconoscibili e che Maretta spesso qualifica, nel titolo stesso, con l'attributo di "artificiale". Accanto a queste immagini tratte dalla storia dell'arte figurano alcune provocanti Pin Up in guêpière e reggicalze, di schietto gusto anni sessanta, tratte dall'universo dei rotocalchi popolari o delle pubblicità pruriginose del tempo, eseguite anch'esse su metacrilato, ferro o zinco o addirittura su pelliccia, giocando sull'eloquente interferenza tra immagine e supporto. Infine, alcuni esempi suggestivi di "natura artificiale".
Gino Marotta. Naturale/artificiale. Catalogo della mostra (Campobasso, 21 marzo-15 giugno 2007). Ediz. italiana e inglese Canova L. (Cur.) - Silvana, 2007 - Biblioteca Elettrica
Gino Marotta (Campobasso, 1935) armonizza nelle sue opere industrial design e architettura, esplorando il rapporto tra naturale e artificiale, secondo dettami scientifici e tecnologici. La materia che compone le sue opere ne è parte integrante. Lo dimostrano i "Metacrilati", così chiamati dal composto chimico utilizzato, che generano un dialogo tra il mondo biologico e la sua ricreazione (o sostituzione?) in laboratorio. Protagonista delle avanguardie italiane sin dagli anni cinquanta, l'artista realizza a cavallo tra gli anni sessanta e settanta opere in cui natura e storia dell'arte sono trattate con una parafrasi tecnologica. Il metacrilato sembra sondare le possibilità di sopravvivenza della stessa natura nel contesto urbano, la scultura si trasforma in un'interpretazione "progettuale" di acqua, antichi dipinti, foreste o alberi. Ambienti fatti di luce e vuoto e presenze cromatiche spinte al limite dell'immateriale mostrano l'intensità e il rigore della concezione iconica dell'artista.