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Natino Chirico. Mitologie di un eterno presente. Ediz. illustrata Marziani Gianluca - Carlo Cambi Editore, 2016 -
Un viaggio retrospettivo nella visione di Natino Chirico, le sue mitologie contemporanee, i suoi universi che si trasformano in calibrate alchimie pittoriche. Nato a Reggio Calabria nel 1953 e trasferitosi a Roma nel 1975, l'artista si divide tra la Capitale e l'Umbria, dove ha costruito la casa del benessere spirituale, il luogo della fuga senza fughe, lo spazio del viaggio interiore, il luogo in cui la luce assume un valore meditativo, i vuoti diventano pieni e il colore connette la retina alle ragioni del paesaggio. La mostra e il catalogo per Palazzo Collicola Arti Visive inizia con le opere nate tra la metà degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta. Sono quadri che indicano una prima strategia teorica: l'abbassamento della temperatura cromatica, la frammentazione della figura, la precisione iperrealista. Chirico escludeva qui la città e vincolava l'occhio agli strumenti domestici del fare pittura, dal cavalletto ai tubetti, all'autoritrarsi per dettagli. La svolta verso il colore arrivò poco dopo, nella seconda metà degli anni Ottanta. La figura si apre agli echi di un paesaggio avvolgente, fatto di colori vividi e astratti. Da un certo momento in poi l'autore intraprende il suo close-up sulle mitologie del presente, sui lampi che illuminano l'immaginario collettivo, come tanti soli che scaldano paesaggi sentimentali e vertigini emotive.
Giosetta Fioroni. Memorie allo specchio. Ediz. italiana e inglese Mojana Marina - Carlo Cambi Editore, 2012
Giosetta Fioroni. Memorie allo specchio. Ediz. italiana e inglese - Carlo Cambi Editore
Mirco Marchelli. Mezza bellezza. Ediz. illustrata Mojana Marina - Carlo Cambi Editore, 2012 -
Per gustare al meglio l'ultimo ciclo "pittorico" di un non pittore come Mirco Marchelli bisogna avere orecchio, andare piano, scavare in profondità e sapere che Marchelli non dipinge, compone. "Mezza bellezza" è una dichiarazione di intenti: metà bellezza si vede nelle forme, nei colori, nella materia manipolata e amata, con cui l'artista crea oggetti indefinibili, che poi battezza con titoli precisi, provocatori e illuminanti; l'altra metà è invisibile agli occhi e bisogna imparare ad ascoltarla. "La mostra sarà divisa in due spazi diversi e in due tempi distanti - spiega Marchelli - ma anche, perché io sono alto e "altezza mezza bellezza", dicevano i miei vecchi. Le cinquanta nuove opere che ho preparato per la mostra, però, non sono grandi, ma molto, molto piccole" - chiosa ironico. Il ciclo "Mezza bellezza" è dunque dedicato a opere di medio e piccolo formato, che l'artista predilige, affiancate da una nuova serie di ceramiche dalla connotazione fortemente simbolica, perché, a ben guardare, tutto in Marchelli è work in progress. Il suo modo stesso di vivere e di abitare nelle due case-studio - sotto la cupola dell'Assunta di Ovada, o al fresco della cascina di San Lorenzo - esprime la spasmodica ricerca di cose belle, di amici fedeli, di vino buono, di felicità.