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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Edizioni Ets con argomento Filologia
Per Paola Venini. Atti della Giornata di studi (Pavia, 14 maggio 1999) Mazzoli G. (Cur.) Romano E. (Cur.) - Edizioni Ets, 2002 - Pubbl. Facoltà Lett. E Fil. Univer. Pavia
Per Paola Venini. Atti della Giornata di studi (Pavia, 14 maggio 1999) - Edizioni ETS
«Ainigma» e «Griphos». Gli antichi e l'oscurità della parola Monda S. (Cur.) - Edizioni Ets, 2012 - ... Et Alia. St. Filol. Classica E Tard.
Ainigma e griphos: due vocaboli greci che indicano il parlare velato, che nasconde di proposito qualcosa. Il primo è parente di ainos, racconto, l'altro sottende l'immagine della rete e dei suoi nodi inestricabili. La pagina poetica è ricca di espressioni oscure, enigmatiche: scioglierle è compito arduo e richiede le competenze di un destinatario esperto. È possibile tracciare i complicati percorsi che portano l'enigma a svilupparsi e a divenire, nel corso dei secoli, un genere con le sue regole? Il volume ripercorre i vari aspetti e momenti di questo graduale processo di maturazione, legato, in epoca tarda, all'affermarsi delle raccolte antologiche di epigrammi: un processo al quale non è estranea la tradizione retorico-grammaticale antica, che ha aperto la strada alle moderne definizioni e alle classificazioni funzionali degli enigmi.
L'arte dell'autoelogio. Studio sull'orazione 28K di Elio Aristide Miletti Lorenzo - Edizioni Ets, 2011 - Testi E Studi Di Cultura Classica
L'elogio di sé è stato sempre - o quasi sempre - considerato una pratica da evitare, una pericolosa e fastidiosa concessione al proprio narcisismo. Il mondo antico non faceva differenza: i trattati retorici greci e latini invitavano ad evitare ogni autoelogio, a meno che questo non fosse reso strettamente necessario da circostanze quali, ad esempio, l'obbligo di ribattere ad un'accusa o di ripercorrere, per difenderlo, il proprio operato. Anche quando necessario, tuttavia, l'autoelogio era tanto più apprezzato quanto più si mostrava misurato. A questa linea di tendenza, ben maggioritaria, si oppone con forza l'orazione 28 K del retore greco Elio Aristide, vissuto nel II secolo d.C., famoso per la sua eloquenza e per la sua devozione totalizzante al dio Asclepio, di cui sono testimonianza i celebri "Discorsi sacri". L'orazione trae spunto da una critica che il retore aveva ricevuto proprio perché aveva elogiato se stesso apertamente, durante una declamazione. La sua tesi è, nei fatti, opposta a quella dominante: l'autoelogio è lecito, anzi auspicabile, quando si è una personalità eccellente, ed egli - naturalmente - si ritiene tale. Partendo dal presupposto che tacere i propri meriti è una forma di ipocrisia, Aristide sostiene che mostrare il carattere straordinario della propria eloquenza è quasi un obbligo, che si rivela di grande utilità per il prossimo. A riprova di ciò, ripercorre tutta la letteratura greca del passato...