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Federico Barocci e la pittura della maniera in Umbria. Catalogo della mostra (Perugia, 27 febbraio-6 giugno 2010). Ediz. illustrata Mancini F. F. (Cur.) - Silvana, 2010 - Cataloghi Di Mostre
La Deposizione dalla croce del duomo di Perugia, capolavoro giovanile di Federico Barocci (1569), di proprietà del Nobile Collegio della Mercanzia, è in assoluto tra le opere più importanti del manierismo europeo, eccezionale per modernità di invenzione e livello qualitativo. Grazie a un attento restauro, l'opera è stata pienamente recuperata nella sua strabiliante "vertigine cromatica". Prima di essere definitivamente ricollocata nella cappella di San Bernardino in cattedrale, la pala viene esposta a Palazzo Baldeschi al Corso, in una mostra promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Sei opere, sempre di Barocci, affiancano la Deposizione: di queste, tre provengono dalla Galleria degli Uffizi, due da collezioni private, una dalla basilica di Santa Maria degli Angeli. Tali opere dialogano con una quindicina di dipinti eseguiti da artisti operanti in Umbria nello stesso periodo. Il percorso espositivo, articolato in quattro sezioni, mette a fuoco da un lato il ruolo polarizzante svolto da Barocci nei confronti di una vasta schiera di pittori locali, dall'altro la varietà delle forme d'arte che si affermarono parallelamente nella regione. Uno spazio particolarmente ampio è riservato alla miniatura perugina della fine del Cinquecento e del primo Seicento, vasta e interessantissima produzione in larga misura influenzata dallo stile di Barocci.
La Madonna della gatta di Federico Barocci dalla Galleria degli Uffizi. Catalogo della mostra (Bresso, 31 maggio- 27 giugno 2012). Ediz. illustrata Natali A. (Cur.) Onali M. (Cur.) - Silvana, 2012 - Cataloghi Di Mostre
C'è una tela di struggente bellezza agli Uffizi che illustra un'immaginaria visitazione della famiglia d'Elisabetta alla famiglia di Maria. Giuseppe alza col braccio la tenda che separa dalla strada la stanza umile dove la vicenda domestica si svolge e dove fin a poco tempo prima il falegname lavorava: l'attestano gli strumenti lasciati in fretta per terra e quel truciolo di legno che s'arricciola sul selciato della via. L'aria è quella d'una visita in un giorno di festa per le due famiglie. Il presagio d'una sorte ineluttabile a mala pena tocca i pensieri dei convenuti a quel colloquio d'assorta serenità. Si capisce subito come la tela possa rappresentare i temi su cui verte il VII Incontro Mondiale delle Famiglie, intitolato "La famiglia, il lavoro e la festa", presieduto da papa Benedetto XVI. Ma c'è di più. La tela - di mano d'uno dei più grandi artisti della stagione controriformata, Federico Barocci - fu, secondo la convinzione prevalente, richiesta al pittore in occasione della visita a Urbino di papa Clemente VIII nel 1598. Che altro si sarebbe dunque potuto trovare di più consono alla bella esperienza che la cittadina di Bresso, con la presenza del papa, avrebbe vissuto? La scena - titolata Madonna della gatta per la presenza d'una gattina che allatta ai piedi della Vergine viene qui esposta con accanto quattro disegni preparatori, l'autoritratto di Barocci in età avanzata e un arazzo che nel 1664 fu tessuto per volontà dei Medici da Pietro Févère a replica fedele della tela baroccesca.