Libri sulle carceri

Saggi, manuali giuridici e reportage sul sistema penitenziario italiano

Il tema delle carceri è affrontato in letteratura da prospettive diverse e complementari. I testi di diritto penitenziario analizzano l'ordinamento carcerario italiano, la riforma Cartabia, le misure alternative alla detenzione e la giustizia riparativa. I saggi sociologici — tra cui il classico Carcere e fabbrica di Melossi e Pavarini — esaminano il carcere come istituzione totale nel contesto storico e capitalistico. I reportage e le testimonianze dirette raccontano la vita quotidiana dei detenuti, le condizioni di sovraffollamento e i percorsi di reinserimento. Trovi anche opere che analizzano le proposte abolizioniste e le dieci misure concrete per superare l'emergenza carceraria italiana. Un catalogo che serve studenti di giurisprudenza, operatori del settore e chiunque voglia capire il sistema detentivo.

Prossime uscite su CARCERI

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9788878364905 Liberi... di uscire. Questioni interiori e questioni di cittadinanza attorno al carcere
LIBRO   9788891604545

L'architettura penitenziaria oltre il muro. Nuovi punti di contratto tra la casa di reclusione Due Palazzi e la città di Padova Mariotti Alberto   -  Maggioli Editore, 2014  -  Politecnica

Il punto di partenza che ha attivato l'interesse dell'architettura per il carcere è propriamente di tipo spaziale. Il tema del sovraffollamento è quello che più evidentemente esprime lo stato di crisi, sia in termini di immagini che di immaginazione, anche visto da fuori. I dati non lasciano possibilità interpretative: a fronte di una capienza complessiva delle strutture italiane di 45.647 posti, i detenuti sono 65.831. Quello del sovraffollamento degli istituti di pena è il tema che più fortemente permette di misurare la distanza e la mancanza di linearità tra evidenza del problema e conseguenza della soluzione: l'equazione "mancanza di spazio uguale costruzione di più carceri", non è risolvibile. Lucia Castellano, ex-direttrice del carcere di Bollate, dichiara che il problema del sovraffollamento delle carceri si risolve "aprendo le porte". Avere più spazio significherebbe semplicemente riempirlo e trovarsi al punto di partenza. Il problema va affrontato dunque non sul fronte delle quantità, ma componendo un orizzonte qualitativo della struttura carceraria che, avvicinando il "dentro" e il "fuori", aprendo le porte appunto, lo definisca quale istituto di rieducazione e di reinserimento. Ed è qui che inizia la sfida per il pensiero architettonico.

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