Libri di Vladimir Nabokov

Bibliografia di Vladimir Nabokov: tutti i libri in vendita online editi da Adelphi con argomento Cervantes Miguel De

Chi cerca i libri di Vladimir Nabokov scopre una prosa raffinata che indaga le ossessioni umane, la memoria e l'estetica della lingua. Seguire i libri in ordine cronologico di Vladimir Nabokov permette al lettore di apprezzare l'evoluzione del suo stile, passando dalla letteratura russa dell'esilio alle sperimentazioni linguistiche che hanno ridefinito i confini del romanzo moderno, offrendo una comprensione più profonda della sua complessa architettura narrativa.

Biografia dell'autore

Vladimir Nabokov nasce a San Pietroburgo nel 1899. Costretto all'esilio in seguito alla Rivoluzione russa, vive tra l'Europa e gli Stati Uniti, dove insegna letteratura russa. La sua formazione cosmopolita e la profonda conoscenza della cultura occidentale influenzano una scrittura multilingue, caratterizzata da un virtuosismo stilistico unico. Autore di capolavori riconosciuti a livello internazionale, è stato candidato più volte al Premio Nobel per la letteratura. Trascorre gli ultimi anni della sua vita a Montreux, in Svizzera, dove si spegne nel 1977.

Stile di scrittura

I libri di Vladimir Nabokov si distinguono per un uso magistrale dell'ironia, una struttura narrativa labirintica e l'attenzione ossessiva per il dettaglio estetico. La sua opera più celebre, Lolita, ha lasciato un segno indelebile nel panorama letterario mondiale per la capacità di esplorare il confine ambiguo tra morale e bellezza attraverso la voce del controverso Humbert Humbert. Allo stesso modo, il romanzo Pale Fire seduce i lettori con la sua complessa forma metanarrativa, mentre le sue memorie in Parla, ricordo testimoniano la maestria con cui l'autore ha saputo trasformare il vissuto personale in un'architettura letteraria perfetta.


Lezioni sul «Don Chisciotte» libro
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LIBRO   9788845939839

Lezioni sul «Don Chisciotte» Nabokov Vladimir  Giuliani L. (Cur.)   -  Adelphi, 2025  -  Biblioteca Adelphi

Nel 1952 Nabokov viene invitato a tenere a Harvard la seconda parte di un corso di storia della letteratura, che doveva di necessità prendere avvio dal Don Chisciotte. Docente ormai sperimentato, ma sempre anomalo e temerario, Nabokov si premura anzitutto di spiazzare il suo uditorio: liquida in fretta, non senza guizzi beffardi, quelle coordinate storico-letterarie e geografiche che qualsiasi probo universitario riterrebbe essenziali; ridimensiona l'importanza del Don Chisciotte, ascrivibile ai suoi occhi solo al protagonista, che «spicca così magnificamente sulla linea dell'orizzonte letterario»; e, ligio al suo compito di «guida ciarliera dai piedi stanchi», pilota imperiosamente i seicento studenti-turisti verso il clou della visita. Vale a dire la fabbrica del romanzo, la sua architettura, indagata attraverso gli «espedienti strutturali» - dal riuso di vecchi romances ai vividi dialoghi, dal tema cavalleresco alle novelle interpolate - che ne garantiscono la coesione. Con la feroce, minuziosa passione del detective e del filologo, Nabokov si spinge fino a schedare i quaranta episodi in cui Don Chisciotte appare nelle vesti di cavaliere errante per calcolare il numero di vittorie e di sconfitte: esercizio tutt'altro che ozioso, visto che dal risultato - venti e venti, equilibrio perfetto - affiora il «senso segreto della scrittura». Nient'altro, del resto, conta nelle questioni letterarie, nient'altro il buon lettore deve cogliere, se non «il misterioso fremito dell'arte».

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