Libri di Giuseppe Nocca
Bibliografia di Giuseppe Nocca: tutti i libri in vendita online editi da Arbor Sapientiae Editore con argomento Roma
Prossime uscite su ROMA
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788899290672 I love San Lorenzo. Visioni metropolitane
- 9788887525168 Storie e ricordi di una Roma di ieri
- 9788886248310 Naked Rome. Ediz. italiana
- 9788882712518 Guía de las obras maestras de la capilla Sixtina
- 9788824010689 Biblioteca casanatense: il museo svelato guida alle collezioni
Cecubo. Dalle anfore da vino al vino in anfora Nocca Giuseppe - Arbor Sapientiae Editore, 2017
Il Cecubo è il vino più celebre dell'antichità romana, citato da numerosi poeti, esso era servito sulle tavole degli imperatori ed esportato fino ai confini dell'impero. Il testo prova a colmare un vuoto editoriale su questo prestigioso status symbol del mondo romano ricostruendo innanzitutto il luogo di produzione, sito nel Lazio, a partire dalle informazioni fornite dagli autori classici, fino a ricostruirne la sua decadenza economica. Il Cecubo presenta numerose apparenti anomalie rispetto ad altri vini dell'antichità romana, tra cui il suo ambiente di coltivazione completamente paludoso, incompatibile con qualsiasi viticoltura da reddito antica e moderna.
Palmula. I datteri nell'antichità. Indagine antropologica e archeologica Nocca Giuseppe - Arbor Sapientiae Editore, 2020 - Archeonutrizione
Un lungo viaggio nell'antropologia del cibo che percorre, in modo trasversale, anche l'archeologia, la letteratura classica e l'arte, e ci rivela aspetti del tutto inediti sulla palma in quanto tale e sul dattero quale suo frutto. Il dattero era, ed è, un vero e proprio integratore alimentare, poiché privo di proteine e grassi e ricco di molte vitamine, dunque è in grado di dare una vera e propria sterzata energetica oltre ad essere un potente remineralizzante del metabolismo. L'osservazione poi sulle caratteristiche vegetative della palma e sulla longevità delle sue foglie, rispetto ad altre essenze sempreverdi, proiettano nel tempo una condizione atemporale che trova la sua sintesi più perfetta nel concetto di immortalità. L'immortalità affonda la sue radici nella condizione umana della lotta e del superamento della sofferenza che sempre oscilla tra la fatica ed il ristoro, il dolore e la gioia, la lotta e la vittoria, la sconfitta ed il trionfo. La palma allora viene assunta sia come segno di un traguardo terreno raggiunto che come speranza ed augurio di un successo, di una vittoria, ove il futuro è intravisto some sublimazione dell'essere presente. In epoca romana la dolcezza del dattero era così apprezzata da costituire non solo un ingrediente delle ricette aristocratiche, ma anche un diffuso dono per gli auguri di inizio anno; nel dattero la dolcezza si coniuga all'incertezza del futuro nel tentativo di travalicare l'angoscia della quotidiana sofferenza. Nella dolcezza del dattero l'uomo ritrova il suo desiderio di serenità e di immortalità, poiché la dolcezza appartiene solo a Dio e, nel cingersi la testa con le foglie di palma, l'uomo tenta di proiettare in una dimensione soprannaturale una condizione squisitamente umana. I datteri permeano la cultura italiana non solo nelle espressioni artistiche e nella gastronomia, ma in modo più silente nella evoluzione degli antroponimi con radice semitica tamar, come Tammaro, dal termine tamr (dattero) di origine indeuropea.