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Arte buddhista tibetana. Dei e demoni dell'Himalaya. Catalogo della mostra (Torino, 18 giugno-19 settembre 2004). Ediz. illustrata Ricca F. (Cur.) - Electa, 2004 - Cataloghi Di Mostre
Questa mostra indaga gli aspetti più profondi di una cultura e di un'arte nei confronti delle quali si ha spesso una scarsa conoscenza storica, generalmente arricchita da elementi di ingenua attrazione per i suoi aspetti esoterici e rituali invece che per quelli filosofici ed estetici. Una completa rassegna di arte tibetana che vede, affiancate alle famose tempere su tela, un notevole repertorio di sculture bronzee e lignee, una ricca raccolta pubblica di copertine lignee dei grandi volumi del "Canone Buddhista Tibetano" e una serie di frammenti di decorazioni metalliche di antichi monumenti fortunosamente scampati alle distruzioni della Rivoluzione Culturale.
Mimesi permanente. Una mostra su simulazione e realismo. Catalogo della mostra (Torino, 9 giugno 2010-26 settembre 2010). Ediz. illustrata Rabottini A. (Cur.) - Electa, 2010
Le tecnologie digitali di produzione delle immagini sottopongono il paesaggio visivo odierno a una costante trasformazione. Da un lato sempre più strumenti ci permettono di manipolare e mettere in circolazione immagini, dall'altro la nostra percezione della realtà sembra aver ampliato i propri parametri: davanti alle immagini create in digitale la nostra consapevolezza della loro natura artificiale non ci impedisce di immedesimarci nell'illusione. Molte opere oscillano tra i momenti della simulazione e della finzione "manifesta" e quello dell'iper-realismo credibile, attraverso un continuo slittamento dei mezzi espressivi tra loro. Nei lavori di Anna Barriball, Frank Benson, Giuseppe Gabellone, i disegni assumono il rilievo di una scultura, le superfici mimano spazi e materiali, le forme appaiono in bilico tra la bidimensionalità e la tridimensionalità, tra l'essere immagine e l'essere oggetto. Le categorie di realismo e astrazione non possono più essere concepite opposte, tanto nell'arte quanto nella quotidianità. Anche economia e politica sono diventate sempre più complesse e sembrano agire all'interno di linguaggi altrettanto concreti e astratti. Per questo Roman Ondák, Pratchaya Phinthong e Carey Young, riflettono nelle zone dello scambio economico e dell'azione politica: le fluttuazioni del valore del denaro, la natura del contratto legale, le previsioni sul futuro e la retorica politica sono viste come "rappresentazioni", convenzioni, atti di fede e gioco delle parti.
Permanent mimesis. An exhibition about simulation and realism. Catalogo della mostra (Torino, 9 giugno 2010-26 settembre 2010). Ediz. illustrata Rabottini A. (Cur.) - Electa, 2010 -
Le tecnologie digitali di produzione delle immagini sottopongono il paesaggio visivo odierno a una costante trasformazione. Da un lato sempre più strumenti ci permettono di manipolare e mettere in circolazione immagini, dall'altro la nostra percezione della realtà sembra aver ampliato i propri parametri: davanti alle immagini create in digitale la nostra consapevolezza della loro natura artificiale non ci impedisce di immedesimarci nell'illusione. Molte opere oscillano tra i momenti della simulazione e della finzione "manifesta" e quello dell'iper-realismo credibile, attraverso un continuo slittamento dei mezzi espressivi tra loro. Nei lavori di Anna Barriball, Frank Benson, Giuseppe Gabellone, i disegni assumono il rilievo di una scultura, le superfici mimano spazi e materiali, le forme appaiono in bilico tra la bidimensionalità e la tridimensionalità, tra l'essere immagine e l'essere oggetto. Le categorie di realismo e astrazione non possono più essere concepite opposte, tanto nell'arte quanto nella quotidianità. Anche economia e politica sono diventate sempre più complesse e sembrano agire all'interno di linguaggi altrettanto concreti e astratti. Per questo Roman Ondák, Pratchaya Phinthong e Carey Young, riflettono nelle zone dello scambio economico e dell'azione politica: le fluttuazioni del valore del denaro, la natura del contratto legale, le previsioni sul futuro e la retorica politica sono viste come "rappresentazioni", convenzioni, atti di fede e gioco delle parti.