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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Mursia con argomento Italia Storia
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- 9788893233538 Qualcuno era comunista
- 9788832296303 Opere maggiori
Ferramonti di Tarsia Rende Mario - Mursia, 2009 - Testimonianze Fra Cronaca E Storia
Ferramonti di Tarsia - Mursia
Tutti a bordo! I marinai d'Italia l'8 settembre 1943. Tra etica e ragion di Stato Rapalino Patrizio Schivardi Giuseppe - Mursia, 2009 - Testimonianze Fra Cronaca E Storia
Gli autori, comandanti in servizio attivo, si propongono di fornire al lettore nuovi temi di riflessione sulla storia della marina italiana, un mondo a sé, su cui si sono consolidati molti luoghi comuni. Per comprendere il comportamento della flotta italiana l'8 settembre 1943 occorre chiedersi qual era la vera funzione delle forze navali da battaglia, e a cosa servivano le moderne corazzate. Sulla base di fonti e testimonianze in parte inedite, reperite in Italia e all'estero, viene messa in luce l'esistenza della dissonanza tra "ragion di Stato" ed etica militare, di una spaccatura tra i vertici e i comandanti a bordo, isolati sulle proprie navi che porterà a una serie di drammi e tragedie individuali, soltanto sussurrati, tra cui il suicidio del comandante Carlo Fecia di Cossato.
I prigionieri dimenticati. Cellelager 1917-1918 Re Giovanni - Mursia, 2008 - Testimonianze Fra Cron. E St. I Guerra
Per i tanti soldati italiani che furono fatti prigionieri dagli austriaci e dai tedeschi dopo la disfatta di Caporetto, la cattura fu 1'inizio di una vita di stenti alla quale non tutti sopravvissero. Per i primi tre mesi dalla cattura (i più duri), l'Italia non consentì neppure alle famiglie di inviare ai propri figli i soccorsi vitali; i primi "pacchi di Stato" giunsero ai prigionieri nel novembre del 1918, un anno dopo Caporetto. Niccolo Nicchiarelli, come altri tremila ufficiali, venne rinchiuso nel Gefangenenlager di Celle nei pressi di Hannover, ed è attraverso le sue memorie che viene ricostruita la cronaca quasi quotidiana della loro comune vicenda che non si concluse con la fine della guerra. Indicati dalla propaganda come vili e quindi responsabili della sconfitta di Caporetto furono lasciati soli, emarginati o mal sopportati da parte dello stesso ambiente militare, in un clima nazionale fattosi difficile nonostante la vittoria.