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A ritmo di banda. I primi trentacinque anni della Banda Città di Mantova nella storia dei complessi bandistici virgiliani dall'Ottocento a oggi Scandola Giada - Il Rio, 2018
Questo libro è nato per celebrare i primi trentacinque anni della Banda Città di Mantova. Dopo una prima parte che, in estrema sintesi, prova a disegnare un affresco sui complessi bandistici virgiliani tra Otto e Novecento, Giada Scandola indaga le vicende della banda nata nel 1983 e ancora oggi in attività. Per farlo l'autrice ha intervistato molti dei protagonisti di questa storia, dai presidenti e direttori che si sono succeduti nel tempo ai musicisti che si sono formati nella Scuola Popolare di Musica per poi esibirsi non solo nelle piazze cittadine, ma in importanti kermesse europee. La banda è nata come "Associazione mantovana per la cultura, lo sport e il turismo" per provare, attraverso una scuola di musica a indirizzo bandistico, a costruire un laboratorio di coesione sociale nel quartiere periferico di Lunetta. L'esperimento si rivela presto un successo e nel giro di pochi anni i genitori degli allievi sono chiamati a dirigere l'associazione che assume ufficialmente il nome di Banda Città di Mantova. In una logica di continuo e fecondo cambio generazionale, spetterà poi proprio agli ex allievi prendere le redini della banda e proiettarla nel XXI secolo.
Mantova docet. Storie di una città fantastica Scuderi Gilberto - Il Rio, 2020 - Loci
Con penna precisa e ironica Gilberto Scuderi ci racconta aneddoti e situazioni che hanno reso grande Mantova: Dante e Petrarca, il cavallo di Napoleone e i Nobel per la letteratura vanno a braccetto con Tex Willer e Shakespeare in un crescendo di colpi di scena. Pensare a un grande nome, anche uno solo tra i tanti citati - Cellini, Vivaldi, Mozart, Andersen, l'imperatrice Sissi, Dickens, Buffalo Bill, Maciste, Alberto Sordi, forse anche Ezra Pound - e sapere che è stato nella città di Virgilio arricchisce il nostro sguardo e ci induce a scrutare palazzi e contrade con occhio più limpido. "Mantova docet" è il "livre de chevet" che ognuno dovrebbe avere sempre con sé, a portata di mano.
Quelli che correvano senza sapere il perché Scemma Adalberto - Il Rio, 2018 - Storie Di Sport
Il racconto degli anni in bianco e nero dell'atletica mantovana, quando "Gim Toro" Miglioli, come il pifferaio di Hamelin, trascinò in pista una generazione intera. Dalle imprese di Colarossi, Enzi, Righi e Davoglio, ai blitz di Bosellini e Zunica, alle corse a perdifiato dei fratelli Pizza, di Bacchi e di Pedroni, fino alla straordinaria presenza di Torresani, che cambiò di colpo la storia del mezzofondo. E poi l'epopea dei Campionati studenteschi con le sfide tra Pitentino, Virgilio e Belfiore, il cursus honorum di Gola, Abbiani e Portini, gli anni ruggenti di Morandi e Federici, di Lebovitz e Capilupi, di Negri e Bonfà, di Mori e Lui, di Manerba e Darra, ma anche le storie e le leggende di meteore come Gobio e Marocchi, Fario e Musa o di insospettabili "intellettuali da corsa" come Margonari e Artioli, Bassoli e Bazzotti, Protti e Finadri. Infine il boom dell'atletica femminile con Rametta, Casarotti e Furnari ad anticipare i lampi delle sorelle Parmiggiani e della Attene. Con una chiave di lettura sempre in bilico tra il pathos e l'ironia, alla costante ricerca delle vibrazioni che scandirono la stagione irripetibile di "Quelli che correvano senza sapere il perché".